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    Home » Archivio Storico » 2022 » Berlusconi cauto sullo scostamento di bilancio, “evitiamolo”
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    Berlusconi cauto sullo scostamento di bilancio, “evitiamolo”

    Marianna ManciniDi Marianna ManciniSettembre 14, 2022
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    Il Cavaliere ha ribadito i buoni rapporti con gli alleati di centrodestra, “ma non faremo gruppi comuni con nessuno”

    A 11 giorni dal voto, la politica trema dietro al rapporto dell’intelligence statunitense secondo cui la Russia avrebbe speso oltre 300 milioni di dollari per esercitare la propria influenza in oltre 24 Paesi. Nonostante il Copasir abbia smentito la presenza dell’Italia fra gli Stati coinvolti, i partiti sono in fermento fra chi si defila e chi accusa gli avversari.

    Il secondo tema caldo di questi giorni è lo scostamento di bilancio, una possibilità vista con favore da alcuni partiti, fra tutti la Lega) ma con diffidenza da altri. Fra i più cauti c’è anche Silvio Berlusconi che si dice speranzoso che nuovo debito “non sia necessario“.

    «Ho anche indicato una strada per evitarlo – spiega il leader azzurro, precisando che – quello che è certo è che occorre a tutti i costi bloccare subito questa ondata di aumenti».

    Nonostante questa – e altre – divergenze, il presidente di Forza Italia ribadisce come “con Meloni e Salvini i miei rapporti sono eccellenti. Ma non faremo gruppi comuni con nessuno. Non avrebbe nessuna logica, siamo alleati leali ma abbiamo storie diverse, culture politiche diverse, elettori diversi».

    Salvini: ingerenze? Fake news, ora pensiamo alle bollette

    Sulle ingerenze prende poi la parola Salvini: «mai chiesto e mai preso soldi, rubli, euro o dollari dalla Russia…strano che ogni volta a 10 giorni dal voto arrivino queste fake news – dice il leader del Carroccio a Rtl 102.5. – Altro paio di maniche è lavorare per la pace ma non perché qualcuno mi paga. Se qualcuno ha preso i soldi lo dica».

    Chiarita la propria estraneità al dossier sulle ingerenze di Mosca, Salvini torna a parlare anche di bollette e del dl Aiuti che approderà domani in Parlamento e lo discostandosi dai propri alleati: «con Giorgia Meloni vado d’accordo sostanzialmente su tutto – spiega. – Ma questa prudenza, questi rinvii e questi ritardi nello stanziare dei soldi per aiutare gli italiani a pagare le bollette mi stupiscono – e aggiunge: – se ci stanno ascoltando gli esperti economici di FdI e del Pd, firmiamolo insieme questo decreto energia».

    Inoltre, durante un intervento a Confartigianato Imprese ha detto che “con Berlusconi, Meloni e gli altri della coalizione ci sentiamo un giorno sì e un giorno no perché sono e siamo pienamente consapevoli che non sarà facile governare il Paese che avrà tensioni sociali notevoli“.

    Meloni: niente larghe intese né governo col Pd

    Meloni intanto torna a ribadire la propria contrarietà a “governi di larghe intese, sono governi che non funzionano“. Lo ribadisce dopo il confronto con Letta su Corriere tv: «io credo fosse importante mettere a confronto visioni del mondo distinte e contrapposte, chi può seriamente pensare che io possa fare un governo con il Pd? Confido che il centrodestra dalle urne esca con una maggioranza forte, ricordo che non sono mai andata al governo con il Pd».

    «Di governo di salvezza nazionale parlano solo alcuni attuali ministri del governo Draghi, quello non è un governo di salvezza nazionale ma di salvezza loro» aggiunge.

    Ai microfoni di Radio 24 Meloni torna a parlare anche di politica estera, trovandosi a precisare l’espressione “la pacchia è finita” che ha destato qualche timore in ambito europeo.

    «Parlavo del tema per il quale in Europa non riusciamo a approvare il tetto al prezzo del gas soprattutto con la Germania che ha contratti convenienti con Gazprom – precisa la leader di Fratelli d’Italia. – Parlavo del silenzio della sinistra italiana e del Pd».

    «Vorrei una Italia capace di difendere il suo interesse nazionale come fanno Germania e Francia, certamente, all’interno dell’Unione europea. È un tema di postura quello che pongo – aggiunge. – Non è che c’è qualcuno che ha diritto a difendere il suo interesse nazionale e qualcun altro no».

    Calenda: teniamo Draghi lì dov’è

    Non è dello stesso avviso di Meloni Carlo Calenda che invece rilancia l’inevitabilità di un campo più ampio di Governo: «dobbiamo essere consapevoli che se non ci sono coalizioni di governo possiamo votare la Meloni, ma non governerà, né tantomeno la sinistra, che dovrebbe allearsi con i 5 Stelle».

    L’unica soluzione, dopo il 25 settembre e secondo il leader di Azione, “è votare Terzo polo e cercare di tenere Mario Draghi lì dov’è“.

    Calenda torna poi a parlare di lavoro e reddito di cittadinanza; la proposta di Azione implica che “chi non può lavorare mantiene rdc, chi può lavorare viene preso in carica dalle agenzie private che lo forma e poi gli si offre un lavoro, pagato almeno 9 euro l’ora. Se si rifiutano le offerte di lavoro si perde il reddito“.

    Sul tavolo anche il nodo delle pensioni per le quali, ricorda Calenda, si spende tanto quanto la somma versata dallo Stato per istruzione e sanità; fra le ipotesi risolutive avanzate dal Terzo polo c’è una ridistribuzione della spesa pensionistica che preveda anche uscite anticipate per i lavori usuranti.

    Quanto al provvedimento Aiuti bis, al centro del dibattito, Calenda non ha dubbi: «andava convertito. Non è sufficiente ma il governo interverrà ancora, noi abbiamo la peculiarità però rispetto ad altri paesi di un esecutivo sfiduciato» aggiunge, rilanciando la necessità di riconfermare il tetto agli stipendi per i manager pubblici “tolto ieri con un emendamento approvato al dl aiuti bis“.

    Conte, alleanze col Pd? Da discutere sui territori caso per caso

    Torna sul tema delle alleanze Giuseppe Conte che, dopo aver chiuso ad un’alleanza col Pd, affina il tiro e precisa: «d’ora in poi qualsiasi nuova prospettiva di coalizione col Pd sicuramente andrà discussa sui territori, caso per caso, perché dopo quello che è successo non rimarremo indifferenti».

    Un discorso che riguarda nello specifico anche la Puglia, dove il Movimento è in quota nella Giunta di centrosinistra di Emiliano con un assessore: «Quando si prendono degli impegni dei cittadini si mantengono – spiega Conte. – Le amministrazioni in corso che stanno lavorando bene non si toccano».

    Letta: “Renzi segretario nostalgico”

    Matteo Renzi sarebbe un ex segretario dem che “sta passando la campagna elettorale a parlare gran parte del Pd, essendo il leader di un partito pensavo che passasse la campagna elettorale a parlare del suo partito invece passa il tempo a parlare un po’ nostalgicamente del Pd“. Ad affermarlo è l’attuale segretario del Pd, Enrico Letta.

    di: Marianna MANCINI

    FOTO: SHUTTERSTOCK

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    Marianna Mancini

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