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    Home » Archivio Storico » 2022 » Renzi chiede un confronto dei leader
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    Renzi chiede un confronto dei leader

    Marianna ManciniDi Marianna ManciniAgosto 29, 2022
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    “Meloni lontana dalla destra europeista, Pd nelle mani dei populisti mentre Impegno Civico sotto all’1%”

    Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, è intervenuto durante la presentazione a Milano delle liste dei candidati in Lombardia, auspicando un confronto pubblico tra i leader dei principali partiti o coalizioni. «Carlo Calenda ha chiesto più volte un confronto tra leader e lo rilancio con forza, nelle democrazia civili si fa così. Calenda, Letta, Conte, Meloni e se vuole mandare Salvini o Berlusconi è un problema suo, devono confrontarsi in modo esplicito davanti alle persone. Dire di no a un confronto è inaccettabile, non è mai successo. Io da premier mi sono confrontato con tutti» – ha affermato.

    Ha poi aggiunto: «oggi chi ha votato Forza Italia può votare un partito che lascia a Giorgia Meloni la leadership della destra? La destra europeista, popolare, europea può essere rappresentata da Giorgia Meloni? Secondo me no. Se la Meloni va al Governo noi siamo all’opposizione, se lo fa Draghi siamo in maggioranza. Da qui al 2024 vogliamo costruire una grande casa comune per tutti gli europeisti del nostro Paese».

    Sulla possibilità di un nuovo Esecutivo guidato da Draghi ha detto: «nessuno di noi tira per la giacchetta Mario Draghi ma qua ci sono ministri e parlamentari che hanno sostenuto con forza il suo governo e se si creassero le condizioni lo sosterremmo anche oggi. Tra Draghi e Meloni da chi vi sentite rappresentati meglio quando si tratta di andare a Bruxelles a discutere di inflazione?».

    Parlando della posizione dei dem di Enrico Letta dice: «per l’ambiente non serve abolire il jet privato, servono il nucleare e gli impianti per tirare su l’energia. Vedere il Pd nelle mani dei populisti di sinistra mi dispiace. È imbarazzante come Letta le abbia sbagliate tutte. Ha fatto un percorso netto, non ne ha azzeccata una neanche per sbaglio, un orologio rotto segna l’ora esatta almeno due volte al giorno, Enrico neanche quello. Sono molto dispiaciuto per il Pd, soprattutto per il Pd milanese che è più alto del Pd nazionale. Però non capisco la ratio. Se ti allei con Fratoianni, con chi ha fatto cadere Draghi, io non sono d’accordo o fai l’agenda Draghi o fai l’agenda Fratoianni. La prima è la credibilità del Paese, la seconda è la quintessenza della demagogia».

    Guardando ai sondaggi prosegue: «Impegno civico è sotto l’1%, Italia Viva e Azione andranno molto meglio. Fai il grande rivoluzionario e poi finisci con Tabacci, dai gilet gialli a Tabacci è un grande percorso».

    Il Pd si batte per il voto dei fuori sede

    Gli esponenti del Pd, Marianna Madia e Marco Furfaro, intanto, sottolineano la necessità di garantire il voto per coloro i quasi abitano fuori sede. «Il 25 settembre, cinque milioni di studenti e lavoratori fuori sede rischiano di non poter esercitare, per l’ennesima volta, il proprio diritto di voto. Una vera e propria discriminazione generazionale e sociale – affermano. – Pensate che l’Italia, insieme a Malta e Cipro, è l’unico Stato europeo a non prevedere la possibilità di votare nel luogo in cui si vive, si lavora e si studia. Qui si pensa di risolvere tutto con un rimborso parziale, come se bastasse. Il punto, appunto, è proprio questo: non basta. Ci sono studenti che devono sostenere esami e quindi viaggiare, per loro, sarebbe problematico. Ci sono lavoratori che forniscono servizi anche di domenica e che dunque non possono rientrare nel luogo di residenza. Ci sono persone a cui non vengono di certo concesse ferie per poter tornare a votare. Questa volta, mancava poco al traguardo ma la caduta del Governo ha interrotto, purtroppo, l’iter della legge che avevamo presentato alla Camera. Insisteremo: il diritto di voto nel luogo in cui si studia, si vive e si lavora è nel programma del Pd. E proveremo fino all’ultimo giorno disponibile a garantirlo da subito».

    Meloni e Salvini a Messina: “uniti si vince”

    È la città di Messina il teatro di un faccia a faccia fra Giorgia Meloni e Matteo Salvini che sembra far tremare – anche se non crollare – l’alleanza di centrodestra. I due leader, in Sicilia per la tournée elettorale che eleggerà anche il nuovo presidente di Regione, si sono incontrati dopo pranzo nel capoluogo e smentiscono ogni tipo di frattura: “lasciamo le divisioni alla sinistra, uniti si vince“.

    La leader di FdI ha commentato su Facebook scrivendo: «la migliore risposta alle invenzioni della sinistra su presunte divisioni».

    Ilaria Cucchi: “metto la mia esperienza al servizio di tutti”

    È da un palco nel Parco degli Acquedotti di Roma che Ilaria Cucchi presenta la sua candidatura con l’alleanza Sinistra Italiana-Verdi, proprio sotto alla targa dedicata al fratello Stefano: «è da qui che abbiamo iniziato a correre ed è da qui che Stefano ha iniziato la fine della sua vita con il suo arresto 13 anni fa».

    «Ho deciso di candidarmi con l’alleanza Verdi-Sinistra perché ho deciso di mettere la mia esperienza al servizio di tutti – spiega Cucchi. – Non sarò sola in questa battaglia come non lo sono stata in tutti questi anni: ci saranno tante persone e associazioni a sostenermi e a camminare con me. Questa non è la battaglia di Ilaria Cucchi, è la battaglia di tutti noi».

    «Intendo battermi per i diritti di tutti, diritti nella giustizia, che deve essere al servizio del cittadino e non viceversa, diritti nella sanità, diritti di cui nessuno parla. L’uomo deve tornare a essere al centro di tutto» ribadisce ancora.

    Sardine in piazza: il movimento torna ad alzare la voce

    Dopo anni di assenza dalle piazze, stanno per tornare le sardine. Il movimento ha indetto una manifestazione nazionale per il prossimo 10 settembre a Roma, in piazza Santi Apostoli dalle 10 del mattino.

    È già partita la campagna di crowdfunding per finanziare la manifestazione che rilancerà la cosiddetta “agenda delle Sardine” che comprende ius soli, ius scholae, abrogazione dei decreti Salvini, tutela di minoranze (dal riconoscimento identitario per le persone trans alla tutela “storica, linguistica e culturale” di Rom e Sinti) e conferimento della cittadinanza a Patrick Zaki.

    «Il grande problema di oggi è l’astensionismo, per questo vogliamo spiegare alle persone quanto è importante andare a votare. Il voto è l’unico strumento per far sentire nostra voce – spiega Mattia Santori, fondatore delle Sardine e oggi consigliere comunale a Bologna. – A Roma parleremo di diritti, attualmente facciamo rete con realtà che si occupano di diritto al lavoro, allo studio, dei diritti della comunità Lgbt».

    di: Marianna MANCINI

    aggiornamenti di: Alessia MALCAUS

    FOTO: ANSA/MATTEO CORNER

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    Marianna Mancini

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