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Il cantante canadese ha ceduto le royalties della sua musica al gruppo Hipgnosis, già noto per questo tipo di acquisizioni

Le canzoni di Justin Bieber non sono più di Justin Bieber. Il cantante canadese infatti ha venduto i diritti e le royalties della sua musica, cedendo il proprio catalogo a Hipgnosis per 200 milioni di dollari. Non è il primo a cedere il proprio catalogo a questa società specializzata in investimenti in diritti musicali, che ha annunciato l’acquisizione della musica di Bieber martedì 24 gennaio, senza tuttavia scendere nei particolari. È stata invece la rivista statunitense Billboard a scoprire la cifra ricavata dal cantante con la cessione che, secondo Rolling Stone, è la più grande di qualsiasi artista della generazione di cui fa parte Bieber.

L’azienda inglese ora possiede i diritti di copyright di alcuni dei più grandi successi degli ultimi anni, tra cui Baby e Sorry; ciò significa che Hipgnosis riceverà un pagamento ogni volta che una canzone di cui possiede una parte viene riprodotta in pubblico. «Justin è davvero un artista unico nella generazione e questo si riflette e viene riconosciuto dall’entità di questo accordo» ha dichiarato in una nota ufficiale il manager di lunga data di Bieber, Scooter Braun. 

Ma come mai così tanti musicisti stanno vendendo i propri diritti musicali? Infatti anche Bob Dylan, Bruce Springsteen, Neil Young, Stevie Nicks, Justin Timberlake, Sting e molti altri hanno recentemente venduto i diritti d’autore. Warner Music Group ha acquistato l’intero catalogo della defunta rock star britannica David Bowie, contenente 60 anni di attività musicale. La musica di Bruce Springsteen, che ha venduto il suo catalogo, valeva circa 550 milioni di dollari. Anche se molti ritengono che il trend derivi dal periodo di crisi vissuto dai musicisti durante la pandemia (quando per un bel po’ non si sono potuti esibire dal vivo), in realtà pare che questa tendenza sia legata a un aumento delle tasse. Infatti dal 2021 molte pop star si sono affrettate a vendere i loro diritti prima che l’amministrazione Biden consentisse l’aumento delle tasse sulle plusvalenze, questo secondo quanto è stato dichiarato alla Galileus Web lo scorso anno da Hannah Karp, direttrice editoriale di Billboard.

di: Caterina MAGGI

FOTO: EPA/ETIENNE LAURENT