Secondo il tribunale avrebbero abusato di giovani donne ma le organizzazioni per i diritti umani straniere denunciano il loro arresto
Zahra Sedighi ed Elham Chobdar, attiviste per i diritti di gay e lesbiche, sono state condannate a morte da un tribunale iraniano con l’accusa di traffico di esseri umani e “corruzione sulla terra”. Lo rende noto l’agenzia di stampa ufficiale Irna dopo la decisione della corte nella città nordoccidentale di Urmia, a circa 600 chilometri a nord-ovest di Teheran.
Secondo l’impianto accusatorio, le due donne avrebbero “abusato” di giovani donne promettendo loro formazione a lavoro all’estero.
L’accusa di “corruzione sulla terra” è spesso usata per descrivere attività volti a indebolire il Governo iraniano. Per questo la condanna ha scatenato non poche critiche all’estero soprattutto dopo che gruppi per i diritti umani le hanno riconosciute come attiviste locali.
Sedighi, secondo Amnesty International, sarebbe un “difensore dei diritti umani iraniano non conforme al genere”. L’Organizzazione Hengaw per i diritti umani, con sede in Norvegia, invece, ha riferito che le forze di sicurezza hanno arrestato Chobdar per “promozione dell’omosessualità”.
Le due donne potranno ricorrere in appello contro la condanna definitiva.
di: Alessia MALCAUS
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