La sezione iraniana di Amnesty International ha ottenuto documenti che dimostrerebbero le torture e gli abusi, anche sessuali, compiuti nei confronti dei manifestanti
Le autorità iraniane hanno riferito di aver arrestato 9 cittadini stranieri ritenuti coinvolti nelle proteste in corso in tutto il Paese per la morte di Mahsa Amini. Tra loro c’è anche un italiano.
Il ministero dell’Interno di Teheran, infatti, ha precisato che i fermati sono di nazionalità tedesca, polacca, italiana, francese, olandese e svedese, e che sono stati “arrestati in flagranza o legati ai disordini”, senza però fornire ulteriori dettagli.
I vertici delle forze armate iraniane hanno dato l’ordine di “confrontarsi duramente” con i manifestanti.
Lo denuncia la sezione iraniana di Amnesty International dopo aver ottenuto documenti ufficiali che provano l’ordine dato dalle autorità di fermare la protesta “ad ogni costo”.
Stando a quanto riferito dall’organizzazione, il comandante delle forze di sicurezza della provincia di Mazandaran ha ordinato di “confrontare senza pietà, arrivando al punto da causare morti, qualsiasi disordine da parte di rivoltosi e contro rivoluzionari”. Secondo il rapporto, sono state compiute torture e altre forme di violenza, tra cui abusi sessuali, nei confronti dei manifestanti.
«Le autorità iraniane hanno consapevolmente deciso di fare del male o uccidere persone che sono scese in strada per esprimere la loro rabbia contro decenni di repressione e ingiustizia» ha dichiarato la segretaria generale di Amnesty Agnes Callamard.
Nei giorni scorsi, i media indipendenti iraniani avevano parlato di almeno 76 manifestanti uccisi e migliaia di arresti, di cui 3mila solo nella capitale Teheran. Secondo l’agenzia Fars, vicina alle Guardie della rivoluzione, il bilancio delle vittime tra manifestanti e forze dell’ordine è di 60 persone.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/EPA/Mario Guzman
