Il candidato del Pd contro la leader Fdi per il video sullo stupro a Piacenza: “vittima stuprata due volte, da stupratore e dalla Meloni”
Ha fatto molto discutere la candidatura di Andrea Crisanti, microbiologo 67enne, come capolista per il Partito democratico nella circoscrizione Europa. Il professor Crisanti, infatti, è uno dei volti divenuti più celebri nel periodo della lotta alla pandemia e la sua candidatura ha scatenato dure reazioni al centrodestra.
Dalla Lega lo hanno definito “televirologo”, “esperto di zanzare del Pd” e in molti gli hanno recriminato di esser passato da “super tecnico al di sopra delle parti” a “iscritto al Pd” e di aver strumentalizzato il Covid per fare campagna elettorale.
«Io non ho strumentalizzato nessun morto di Covid, ho detto chiaro agli italiani che se avessimo dato retta a Salvini la situazione sarebbe stata molto peggiore. Tutto dimostra che se non si fossero applicate misure di restrizione e di distanziamento sociale i morti sarebbero stati il doppio, se non di più». E sul leader della Lega, Crisanti rincara la dose: «Salvini non ha sbagliato in continuazione solo durante la gestione della pandemia, ha sbagliato anche con scelte importantissime di politica estera. Il problema è che bisognerebbe rivolgersi agli elettori di Salvini perché gli errori che ha commesso sono garanzia degli errori che commetterà».
Secondo Crisanti, il problema della gestione del Coronavirus è ormai superato perché esiste un vaccino, diverso il discorso sulla politica estera: «le dichiarazioni che ha fatto sono preoccupanti e indicano una mancanza di conoscenza o meglio una irresponsabilità a livello di politica estera. Il suo è un partito che sta con Putin, avrebbe gestito la pandemia come Bolsonaro e propone la Flat Tax, che aumenterà le differenze tra i ricchi e i poveri. Peggio di così non riesco a immaginarmelo».
Parlando degli elettori chiamati alle urne, Crisanti sostiene che il problema è che nei momenti di difficoltà si guarda a “figure autoritarie che sembrano dare una soluzione semplicistica. Persone che manipolano e fanno leva sui bisogni più primordiali delle persone, sullo scontento e l’emarginazione per proporre poi paradossalmente soluzioni che andranno a colpire le persone più deboli”: «il problema non è Salvini, perché lui fa il suo mestiere. Il problema sono gli elettori di Salvini, che sono tutte persone scontente, emarginate socialmente, che non hanno visto i benefici della crescita economica e della globalizzazione e si vanno a mettere nelle mani di colui che, di fatto, percepirà questa linea liberistica in modo ancora più estremo. È come se le galline andassero a pranzo con la volpe».
Il virologo attacca poi Giorgia Meloni per la strumentalizzazione del video sullo stupro di Piacenza: [la vittima] “è stata stuprata due volte: prima dallo stupratore e poi dalla Meloni, con la sua disinvoltura e lo sprezzo della dignità umana”.
Circa l’esito della campagna elettorale ha dichiarato: «mi aspetto una lotta centimetro per centimetro per ogni voto seggio e collegio. È pure naturale così. Per la prima volta esiste la possibilità concreta che una destra a mio avviso contaminata da suggestioni populiste possa prendere in mano l’Italia. Sono preoccupato». E per il futuro prevede accordi anche con Terzo Polo e Cinque Stelle: «in campagna elettorale no ma successivamente penso di sì, sarà necessario. Penso che dopo le elezioni quando tutta questa polemica si sarà abbassata finalmente prevarranno ragione e buon senso per affrontare sfide del Governo. La risposta non può che essere una ritrovata unità delle forze progressiste».
IL PROGRAMMA DI CRISANTI
Il professor Crisanti rappresenterà gli italiani all’estero: «hanno numerosi problemi, che sono in qualche modo dovuti all’inefficienza del supporto italiano. I servizi sono insufficienti: i nostri connazionali fanno grande fatica a ottenere documenti, rilascio di passaporti per non parlare di documenti di titoli di studio che spesso sono essenziali. Hanno problemi di assistenza sanitaria e fiscale. Non siamo più di fronte a immigrazione come 30 40 anni fa quando ci si stabiliva permanentemente all’estero, adesso c’è grande mobilità spesso si torna in Italia ogni settimana. Sono problemi che sono conosciuti a tutti i partiti da anni e puntualmente tutti i partiti ad ogni elezione si ripropongono di risolverli. Il problema è che finora nessuno ci si è impegnato seriamente. Gli italiani all’estero hanno bisogno di essere rappresentati in parlamento in modo adeguato, bisogna investire nei consolati e per diffondere la cultura italiana. Abbiamo figli di migrati di seconda generazione che non parlano l’italiano e non hanno la possibilità di impararlo, un fenomeno che si aggrava con le differenze sociali».
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA / MATTEO BAZZI
