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    Home » Archivio Storico » 2022 » Di Maio propone il dl taglia-bollette
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    Di Maio propone il dl taglia-bollette

    Alessia MalcausDi Alessia MalcausAgosto 29, 2022
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    Il leader di Impegno Civico propone il pagamento dell’80% delle bollette per le piccole imprese. Salvini su energia: “decreto da 30 mld per bloccare aumenti”

    Il leader di Impegno Civico, Luigi Di Maio, si scaglia contro la leader di FdI: «Giorgia Meloni è già stata commissariata da Salvini e Berlusconi tanto è vero che la linea sul deficit, sulle relazioni con Putin, la stanno dettando loro alla coalizione e lei deve fare un video ogni giorno in varie lingue per rassicurare il mondo che non sfascerà l’Italia. Siamo passati da una persona, Draghi, che si sedeva al tavolo e con nome e cognome rassicurava il mondo a una persona che deve dirlo in quattro lingue e nessuno le crede» – ha detto ad Agorà.

    E aggiunge: «per risolvere la crisi energetica Salvini chiede pieni poteri per Draghi, ma prima l’avete buttato già e adesso che avete capito di averla fatta grossa invocate Draghi. Siamo nella fase più critica degli effetti della guerra ucraina e a luglio avevamo detto a Salvini, Berlusconi, Conti e Meloni di non far cadere il governo di cui adesso tutti chiedono l’intervento».

    Il ministro degli Esteri ha inoltre illustrato la proposta di Impegno Civico contro l’emergenza bollette: «un decreto di emergenza non appena arrivati al Governo da approvare subito. Un taglia bollette che consenta alle piccole imprese fino alla fine dell’anno di vedersi pagato dallo Stato l’80% delle bollette e che varrebbe circa 13,5 miliardi di euro. Vale la pena farlo. Se chiudiamo le imprese il danno è ancora maggiore» – dice a La Stampa Online.

    Poi aggiunge: «la mancanza di sensibilità costituzionale della destra viene dal fatto che Berlusconi dica che vuole il presidenzialismo e Mattarella si deve dimettere. Si svela il vero disegno di un presidenzialismo fatto per buttare giù il capo dello Stato e eliminare così l’unico garante».

    Sulla possibilità di vittoria del centrodestra afferma: «sarà l’anno della bolla nera, Salvini e Berlusconi lavoreranno a logorare la Meloni, già la cannoneggiano tutti i giorni, ma ci andrà di mezzo il Paese. Già in queste ore vediamo il centrodestra che potremmo avere al Governo: caotici, senza una linea unica e con proposte volte solo a creare più debito per gli italiani. Durerebbero un anno, poi si tirerebbero giù da soli, è un film che con Salvini ho già visto».

    Bollette, Salvini: “copiamo il modello francese”

    Proseguono gli appelli dei maggiori leader politica italiani sul premier dimissionario Mario Draghi per far fronte al caro bollette che ha colpito le famiglie e le aziende italiane.

    Parla il segretario della Lega, Matteo Salvini: «in Francia dal primo gennaio di quest’anno il tetto massimo all’aumento delle bollette imposto dallo Stato è il 4%. Copiamo il modello francese – dice durante un comizio a Reggio Calabria. – Serve un intervento urgente, di guerra. Siamo in guerra contro il Covid e perché c’è una guerra in corso. In tempi di guerra occorrono soluzioni rapide e concrete. La proposta della Lega a tutta la politica italiana, da Letta a Conte, è: dividiamoci su altro ma riconvochiamoci subito in Parlamento, riuniamo subito il Consiglio dei ministri perché la bolletta della luce o del gas non è di destra o di sinistra».

    «La Lega è disponibile a dare l’ok oggi al Governo per stanziare 30 miliardi a sostegno delle famiglie e delle imprese allo scopo di affrontare gli aumenti dei costi energetici. Qualcuno dice: parliamone ad ottobre. Ma chi sostiene questa tesi vive su un altro pianeta. Ci sono aziende che a settembre non riusciranno a riaprire» – prosegue.

    E ancora, ha aggiunto: «il voto del 25 settembre farà giustizia di tanti errori e poi il centrodestra avrà il dovere di lavorare bene non per cinque, ma per 10 anni, perché gli italiani ci daranno fiducia per fare tutto quanto programmato. Stiamo governando insieme i tre quarti delle regioni italiane, abbiamo messo insieme un programma comune. Al centro, per me, ci sono l’azzeramento della legge Fornero, la flat tax e la rottamazione delle cartelle di Equitalia. E non intendo parlare di controllo di confini e di immigrazione, perché ho già dimostrato che si possono contrastare gli scafisti».

    Durante un evento elettorale a Messina ha infine dichiarato: «per me sarebbe un onore presiedere il primo consiglio dei ministri».

    Stop a Cappato e Forza Nuova

    È stato confermato lo stop alle liste di Marco Cappato e Forza Nuova in Lombardia. L’Ufficio elettorale della Cassazione, infatti, ha confermato la ricusazione già decisa nei giorni scorsi dai giudici della Corte d’Appello milanese, delle liste presentate in Lombardia per le elezioni del 25 settembre da Referendum e Democrazia di Marco Cappato e da Forza Nuova, presentata solo per il Senato. 

    «Preoccuparsi per l’astensionismo. Dopo avere boicottato i referendum cannabis e eutanasia, ignorato per anni le leggi di iniziativa popolare, affossato la piattaforma pubblica di partecipazione, impedito la presentazione di liste con firma digitale. Ci vuole un bel coraggio» – scrive Cappato commentando la decisione.

    Meloni contro la “sinistra dei salotti”

    La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, si affida ai social network per portare avanti la campagna elettorale. Su Twitter scrive: «la sinistra dei salotti ha dimostrato in questi anni di essere lontana dai temi del lavoro, della sicurezza e dello sviluppo. Gli italiani sanno bene che solo un governo capace di difendere gli interessi nazionali potrà combattere delocalizzazioni e concorrenza sleale».

    Su Facebook, poi, aggiunge: «c’è chi parla e c’è chi fa. C’è chi dipende da qualcuno a cui deve qualcosa, e chi dipende solo dai cittadini con i quali si è impegnato. Fratelli d’Italia è fatta da persone libere. Non abbiamo padroni: per questo la sinistra ha paura di noi. Siamo pronti a risollevare l’Italia».

    Oggi la leader politica si è recata a Messina per un evento elettorale: «continuo a pensare che la cosa più seria da fare sia una missione europea per bloccare le partenze, in collaborazione con le autorità libiche, quindi quello che si dice sul blocco navale come atto di guerra in realtà è una fake news – ha detto, in riferimento all’ipotesi di blocco navale in caso di vittoria alle elezioni. – L’Europa ha trattato per esempio con la Turchia per fermare la rotta di migranti che arrivavano da Est. E non si è capito perché l’Italia sia stata abbandonata invece abbandonata sulla rotta del Mediterraneo. Probabilmente andando in Europa a chiedere una missione europea per stabilire in Africa chi ha diritto a essere rifugiato e distribuire solo i rifugiati. Potrebbe essere più seriamente presa rispetto alla pretesa del governo italiano di fare entrare migliaia di migranti irregolari che le altre nazioni non fanno entrare e poi chiedere agli altri di prenderseli. Io ho fatto una proposta che mi sembra la più sensata di tutti».

    Sulla presenza di Salvini nella città siciliana ha aggiunto: «non è un derby a distanza, ci siamo detti qualche giorno fa con Matteo che bisogna incrociare le agende. Abbiamo tutti 20 giorni per fare 20 regioni, quindi è normale che si possano sovrapporre le date. Penso che ci vedremo con Matteo più tardi, abbiamo in programma di riuscire a prendere un caffè insieme per fare il punto anche su questo. Succede, è normale. Capita di andare in una regione e trovare Matteo, in un’altra Renzi, stiamo tutti facendo lo stesso lavoro è normale che ci si incroci».

    Calenda: “due tsunami all’orizzonte”

    Sul tema energia, il leader di Azione, Carlo Calenda, prospetta all’orizzonte “due tsunami che arrivano contemporaneamente: quello energetico e quello finanziario“. «Sediamoci adesso attorno ad un tavolo firmando un armistizio, un time out, lo chiami come vuole – dice in un’intervista al Corriere della Sera. – L’Europa è appena entrata in una crisi energetica senza precedenti, dunque attaccano il Paese più esposto, l’Italia, perché sentono alcune forze politiche, in primis Fratelli d’Italia data in testa nei sondaggi, mettere in discussione persino aiuti per 200 miliardi agganciati al Pnrr derogando a riforme non più procrastinabili. Propongo ai leader politici un patto di responsabilità. Chiediamo un intervento a Draghi, ma in cambio assumiamo un impegno sul rigassificatore di Piombino e una grande attenzione al debito cancellando dai programmi proposte irrealizzabili come la flat tax e quota 41 sulle pensioni che scasserebbero i conti pubblici».

    Rincara il suo alleato, Matteo Renzi. «Insieme a Carlo Calenda pensiamo che la questione energetica sia LA questione che più sta impattando sulla vita delle famiglie e delle imprese. Bisogna dire SI agli impianti, necessari. Lo dicevamo ieri in Salento per il TAP o in Basilicata per Tempa Rossa o a Ravenna per le trivelle. Lo diciamo oggi a Piombino. E per questo stiamo organizzando una iniziativa speciale: mercoledì 7 settembre ci collegheremo tutti insieme da varie zone d’Italia contro la cultura del NO a Tutto. Per noi fare campagna elettorale significa avanzare proposte precise e serie. E avere il coraggio di difenderle contro chi vive di sondaggi e populismo» – scrive su Facebook.

    Tajani: “da noi pieno supporto a Draghi”

    A tal proposito si esprime anche il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani: «Draghi ha il nostro pieno sostegno per un intervento d’emergenza contro l’impennata dei prezzi, che eviti alle famiglie di vedersi staccate luce e gas e a migliaia di imprese di chiudere. Siamo pronti a sederci a un tavolo, portando le nostre proposte. Pensiamo che si possa decidere di far pagare alle imprese e ai cittadini una bolletta pari a quella dell’anno scorso, prima degli aumenti: lo Stato potrebbe farsi carico della differenza. E poi si può abbattere l’Iva sui beni di prima necessità come il pane, la pasta, il latte. È innegabile che abbiamo un problema di debito pubblico, ma non possiamo far chiudere migliaia di piccole e medie imprese. Non dico che dobbiamo arrivare all’helicopter money, ma la preoccupazione per una crisi che mette in difficoltà anche le famiglie borghesi, viene prima di quella per i conti. Aggiungo che bisognerà anche ridurre i consumi e abituarsi a risparmiare un po’».

    Verso il voto

    Intanto la campagna elettorale non si ferma: sempre Calenda ha commentato su Twitter un sondaggio che vedrebbe il Terzo Polo in crescita al 7%: «bene, e ora accelerare. Casa per casa. Persona per persona. Possiamo essere la grande sorpresa di questa campagna elettorale e rimettere in mani sicure l’Italia. Avanti».

    Secondo il sondaggio dell’istituto di ricerca Quorum/YouTrend per Sky TG24, la coalizione di centrodestra è al 48,5%, primo Fratelli d’Italia con 24,1%, seguito da Lega al 13,8%, mentre Forza Italia è all’8,7%. Il centrosinistra si attesta al 29,5%. Il PD sale al 22,7% (22,3%), mentre il M5S ottiene 11,1% (10,6%). Sinistra italiana/Europa Verde si attestano al 3,2% (3,9%); +Europa al 2,9% (1,6%); ItalExit al 2,5% (3,2%). Azione/Italia Viva 5,3%; Noi Moderati all’1,9%; Impegno Civico è allo 0,7% (1,5%). Mentre la quota di indecisi e astenuti è pari al 38,8% (38,7%).

    E guardando al voto, il patron dei pentastellati Beppe Grillo invoca il diritto di voto ai 16enni: «il voto a 16 anni esiste già in molti Stati. Ora, è arrivato il momento di ascoltare le nuove generazioni, estendendo il diritto di voto ai sedicenni» – si legge sul suo blog.

    Oggi gli uffici elettorali regionali, istituiti presso la Corte d’appello di Trento, hanno effettuato l’estrazione in seduta pubblica dell’ordine di apparizione dei simboli dei partiti nelle schede elettorali in Trentino Alto Adige: alla Camera il primo simbolo sarà quello di Azione–Italia Viva, seguito dal Italia sovrana e popolare, Movimento 5 stelle, la coalizione di centrodestra (formata, in ordine di estrazione, da Lega, Fratelli d’Italia, Noi moderati e Forza Italia); Patt-Svp, Vita e, al settimo posto, la coalizione dì centrosinistra (Impegno civico, Pd, Alleanza Verdi-Sinistra e +Europa), ottavo posto per il simbolo di Unione popolare, mentre al nono posto vi sarà Italexit. Al Senato, invece, al primo posto ci sarà il simbolo del PD, seguito da Alleanza Verdi-Sinistra e M5s. Poi, in ordine, compariranno i simboli di Vita, Azione-Italia viva, Svp-Patt, Democrazia ambiente futuro, Italia sovrana e popolare, Unione popolare, Team K, Alleanza democratica per l’autonomia, Lega-Meloni-Forza-Italia-Noi moderati e Die Freiheitlichen. 

    di: Alessia MALCAUS

    FOTO: ANSA

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