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    Home » Archivio Storico » 2022 » Letta: “la partita è apertissima”
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    Letta: “la partita è apertissima”

    Alessia MalcausDi Alessia MalcausSettembre 10, 2022
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    Il segretario dem parla agli indecisi per costruire “un’Italia più giusta e moderata”

    «La partita è apertissima. Con questa legge elettorale, pochi punti percentuali di differenza possono cambiare i risultati in decine di collegi uninominali. E soprattutto non è vera la narrazione secondo cui il Paese ha già sposato il progetto della destra. La maggior parte delle italiane e degli italiani vuole mantenere un forte ancoraggio all’Europa, rafforzare il welfare, dire stop al lavoro sottopagato e precario, garantire finalmente diritti a chi oggi li vede negati, investire nella sostenibilità ambientale. Sono ancora tanti gli indecisi che possiamo raggiungere. In queste settimane parleremo proprio a loro, per convincerli che solo la nostra coalizione può costruire un’Italia più giusta e più moderna. Un’Italia in cui tutte e tutti possano sentirsi a casa». A parlare è il segretario del Pd, Enrico Letta, in un’intervista rilasciata a Giada Fazzalari di Avanti della Domenica!

    Sul Terzo Polo dichiara: «continua a ripetere che un loro buon risultato può stoppare la nascita di un Governo di destra. Ma è falso, tutte le simulazioni lo mostrano chiaramente. L’unico risultato che possono ottenere è quello di far perdere il centrosinistra nei collegi uninominali. Sarebbe stato diverso se fossimo stati in coalizione insieme, ma Calenda si è sfilato all’ultimo, dimostrando di assegnare ben poco valore a un accordo firmato e a una stretta di mano. In questo scenario, l’alternativa si riduce alle due coalizioni maggiori, è un dato di fatto».

    Nessuna alleanza tra M5S e PD con questi vertici, dice Conte

    Il leader dei pentastellati Giuseppe Conte è a Livorno per la sua campagna elettorale. Commentando la stella di David comparsa ieri su una saracinesca ha dichiarato: «il Movimento 5 Stelle sarà sempre un presidio e un cane da guardia contro qualsiasi forma di intolleranza, qualsiasi forma di discriminazione. Su questo saremo assolutamente intransigenti».

    Alle accuse dei dem di scarsa coerenza risponde: «è una cosa curiosa, io non ho parlato del Pd. Il Pd ha la coda di paglia sulle spese militari. Io ho detto una cosa elementare: se queste forze politiche e questo Governo in questi giorni non vogliono trovare il tempo, in questa campagna elettorale, di salvare 30-40 mila aziende che stanno a rischio concreto di fallimento, sto parlando di sbloccare la circolazioni dei crediti sul superbonus, se addirittura queste forze politiche e il Governo non hanno dato la disponibilità per approvare la legge sull’ergastolo ostativo, come fanno a pensare – e il Pd in primis – di approvare la settimana prossima provvedimenti che stanziano maggiori investimenti militari? Non voglio entrare neppure nel merito. Dobbiamo demandare questa decisione in modo trasparente al prossimo Governo. Mancano pochi giorni al prossimo Governo, ci sarà un Governo politico e si assumerà la responsabilità. Se il Pd avesse messo tutto questo ardore che ha messo sulle maggiori spese militari lo avesse messo sull’agenda sociale forse non saremmo in queste condizioni».

    Prima, durante una visita a Coltano, frazione del comune di Pisa, aveva dichiarato: «laddove governiamo le città insieme al Pd manterremo l’impegno preso con gli elettori, ma per il futuro ci penseremo bene, non una ma tante volte, e soprattutto mai con questi vertici nazionali».

    Giuseppe Conte torna a parlare di spese militari. Scrive su Facebook: «in viaggio verso Livorno in una pausa mi sono confrontato con i cittadini sulle assurde priorità del Governo e delle altre forze politiche: l’aumento delle spese militari. Non la crisi delle famiglie, le aziende edili in difficoltà e i provvedimenti per impedire che i boss mafiosi possano uscire dal carcere. C’è un’Italia che ci chiede altro».

    Meloni: minacce di morte? Non ci faremo spaventare

    Sale la tensione a 15 giorni dal voto: Giorgia Meloni, a Trento per un comizio elettorale, ha ricevuto delle minacce di morte firmate dalle Nuove-Br Tn. Una fattispecie alla quale la leader di FdI risponde con decisione: «lo dico anche a chi ci minaccia di morte, noi non vivremo mai blindati, noi continueremo a stare in mezzo alla gente, noi facciamo politica così, non ci facciamo spaventare».

    «Mi sembra – aggiunge poi – il risultato di una campagna elettorale molto aggressiva che i nostri avversari stanno facendo per assenza di argomenti» attacca, aggiungendo: «vi hanno sempre detto che la sinistra ha in Italia un’egemonia culturale ma non è vero. La sinistra ha un’egemonia di potere e oggi è terrorizzata la sinistra di perdere quell’egemonia, l’unica cosa che gli è rimasta e ha soffocato questa Nazione».

    Meloni punta ancora il dito contro i toni della campagna elettorale: «è possibile che un partito che è stimato al 27% non abbia nemmeno un sostenitore nel mondo dello spettacolo? Possibile perché dichiarare simpatie di destra gli impedirebbe di lavorare nel mondo dello spettacolo. È questa la democrazia? Nessuno deve essere discriminato, tutti devono avere pari opportunità di partenza e poi dove arrivi dipende da te».

    Durante il comizio Meloni illustra anche il programma del suo partito sull’immigrazione, che “va governata con il decreto flussi per far entrare le persone legalmente, come si fa in altri Paesi. Non alimentare un sistema illegale che fa l’interesse degli scafisti“.

    «Dicono che i migranti vogliono fare lavori che gli italiani non vogliono fare: non è vero, perché li fanno a condizioni che gli italiani non accettano – prosegue. – Per questo, cari compagni, l’immigrazione illegale fa gli interessi del grande capitale. Che brutta fine avete fatto. Se vuoi entrare in Italia, lo fai legalmente nel rispetto delle regole dello Stato italiano. La nostra visione è molto più umana della vostra».

    Salvini: “siamo in democrazia”

    Continuano a far parlare le parole di Enrico Letta sui presunti rischi per la democrazia in caso di vittoria del centrodestra. Stavolta a rispondere è Matteo Salvini: «la sinistra parla di russi, di fascismo, di rischi per la democrazia. Siamo in democrazia. Se vince la Lega col centrodestra bloccheremo la legge Fornero e diamo il diritto alla pensione agli italiani, al lavoro ai giovani, con la flat-tax diamo il diritto a milioni di italiani a pagare meno tasse e se arriva questo benedetto decreto energia diamo anche il diritto agli italiani a lavorare e a riscaldarsi. Se poi uno ritiene che sia un diritto quello di drogarsi e spacciare droga, no. Io quel presunto diritto non lo concedo a nessuno».  

    Orlando: “se sono fascisti qualcuno dovrà pur dirlo”

    Non parla con mezzi termini il ministro del Lavoro Andrea Orlando, oggi a Genova con i militanti: «continuano a dirci di non fare campagna sul fascismo, che non è un tema. Ma se poi questi sono
    fascisti qualcuno dovrà pur dirlo. La fiamma tricolore è un simbolo legato alla Repubblica di Salò. I suoi riferimenti sono i nazionalisti europei e Trump, nemici dello stato di diritto
    ».

    Flat-tax? Per Speranza “iniqua e ingiusta”

    Il ministro Speranza, tuttavia, punta il dito contro la flat-tax: «è una misura iniqua e ingiusta. Non si può far pagare a un miliardario la stessa quota di tasse di un insegnante, di un pensionato o di un rider. Serve progressività» – dichiara a Il Fatto Quotidiano.

    Berlusconi esclude il Governo di larghe intese

    Il centrodestra avrà una maggioranza ampia. Ne è sicuro Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, come dice in un’intervista a La Sicilia. «Il governo di larghe intese è stato voluto da me per primo, ma appartiene a una stagione politica finita – dice. – Il ruolo di Forza Italia è determinante perché dal punto di vista numerico, ma anche da quello politico, senza di noi non potrebbe esistere un esecutivo di centrodestra».

    «Noi all’interno della maggioranza che guiderà il Paese per i prossimi cinque anni costituiamo la parte liberale, cattolica, garantista, europeista, legata alla Nato e all’Occidente – prosegue. – La presenza di Forza Italia è la garanzia che il nuovo governo non derogherà da questi principi. Per questo per i centristi, i moderati, quello dato a noi è l’unico voto utile. Considero senza prospettive e senza effetto la scelta di qualche nostro esponente di candidarsi con il cosiddetto “terzo polo”: eleggeranno pochissimi parlamentari che saranno parte di un’opposizione guidata dal Pd».

    In videocollegamento con il comizio a Palermo ha aggiunto: «nel centrodestra siamo partiti diversi, abbiamo un linguaggio diverso: ma questa diversità è una ricchezza perché è un rapporto sincero».

    Terzo Polo marginale, dice Tajani

    Sempre dagli azzurri parla Antonio Tajani che chiude a un possibile ruolo del Terzo Polo. Durante un comizio a Palermo a sostegno della candidatura di Renato Schifani alla Presidenza della Regione siciliana dice: «è impossibile che il Terzo Polo possa avere un ruolo politico in Italia e in Sicilia perché ha numeri marginali. Il terzo polo in realtà sarà il quarto polo perché l’opposizione sarà guidata da Pd e M5s, e loro faranno la ruota di scorta».

    Bonino: “ogni voto al Terzo Polo è voto alla destra”

    Emma Bonino, leader di +Europa, si scaglia contro l’attuale legge elettorale che definisce “cervellotica e assurda impone di fare coalizioni“. «Non è il momento per posizioni identitarie e +Europa ha scelto di andare in coalizione con il Pd, per non dare un solo voto alla destra. Non è tempo di terzi o quarti poli. Ogni voto dato ad Azione e Italia Viva o M5s non farà che rafforzare questa destra» – afferma in un’intervista al Qn.

    Calenda risponde a Bonino: “si fa strumentalizzare da Pd”

    Carlo Calenda, leader di Azione ed ex alleato di Bonino, non attende molto per rispondere. «L’aspetto più triste della campagna elettorale è l’involuzione di Bonino, Della Vedova e Maggi. Ripetono a pappagallo gli slogan del PD solo con più aggressività e volgarità. Nessun argomento di merito. Tutti “protetti” in collegi uninominali, con il partito abbandonato all’1% – scrive su Twitter. – Emma ha accettato di farsi strumentalizzare dal PD facendosi candidare a Roma contro di me. E nonostante abbiamo ripetuto tante volte che per noi la porta resta aperta alla collaborazione, continuano ad usare toni da 5S. Peccato».

    Quirinale: nessun incontro tra Mattarella e leader politici

    Intanto dal Quirinale arriva la specifica in risposta a presunti incontri tra Meloni e Mattarella: «nel periodo della campagna elettorale – nei mesi di agosto e di settembre – il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella non ha incontrato alcun leader di partito. E non ha discusso con alcun leader o esponente di partito di temi post-elettorali».

    di: Alessia MALCAUS

    FOTO: ANSA / MATTEO BAZZI

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