Autore: Marianna Mancini
Calcolatrice alla mano, i partiti tracciano bilanci e prendono fiato prima di avviare la fase davvero critica di queste elezioni 2024: quella delle alleanze Mentre ancora si contano le preferenze e si aggiustano gli zerovirgola, gli italiani (quelli che non hanno atteso le 23 per sbirciare i primi risultati e quelli che facevano altro) questa mattina si sono svegliati così: con lo stesso Governo del giorno prima, le stesse alleanze a tenerlo unito e, fino a prova contraria, persino la stessa maggioranza europea. Siamo solo all’antipasto: il vero esito elettorale sarà quello cui giungeranno i gruppi politici nell’Europarlamento a cui…
Nelle elezioni più partecipate e più sanguinose della storia del Paese, il Messico affida le sue travagliate sorti a una donna che promette di dosare ideologia e pragmatismo per portare avanti la Trasformazione invocata dall’uscente Obrador Farà da scuola, parlando di elezioni bulgare, il caso di Claudia Sheinbaum Pardo, la prima donna presidente del Messico eletta con la percentuale più alta mai ottenuta da un candidato. Il tutto nella tornata elettorale più grande mai tenutasi nel Paese, che ha chiamato alle urne 98 milioni di cittadini per rinnovare, oltre al presidente cui per Costituzione spetta un solo mandato di 6…
La ricetta tedesca contro l’ascesa dell’AFD potrebbe averla trovata l’ex Die Linke Sahra Wagenknecht che con il suo partito sfida i progressisti dell’establishment mescolando politiche socialiste e lotta all’immigrazione Ex comunista della Germania dell’Est, conservatrice ma di sinistra, radicale, antiatlantista, atea, contraria all’immigrazione, populista: le categorie politiche sono ancora importanti, più che per incasellare, per aggregare le posizioni dei singoli attori. Non è però questo il caso di Sahra Wagenknecht, deputata tedesca dalla fama consolidata in patria di cui, probabilmente, sentiremo ancora molto parlare anche in Europa. E dire che l’elenco dei suoi attributi più che un ventaglio è una…
Il precoce delfino di Marine Le Pen è giovane ma già esperto di voti. Le prossime elezioni frettolosamente indotte da Macron saranno il suo vero banco di prova Da qualche giorno, in ritardo rispetto al discorso pubblico europeo, sui media italiani trionfa il nuovo volto della destra europea, lo sbarbato ma carismatico Jordan Bardella. Distratti dalle nostre beghe interne, non ci siamo preoccupati di spingere oltralpe lo sguardo, così che il 10 giugno ci siamo svegliati increduli leggendo che il Rassemblement National aveva stravinto (e di che misura!) in Francia. Si dice che a piacere del sempre in ordine Bardella…
Episodi o presunti tali di corruzione sono quotidianamente ai (dis)onori delle cronache: urge una rivoluzione nel nome della trasparenza, per trasformare il lobbyismo da parolaccia a opportunità Ci sono temi che il dibattito pubblico italiano non ha ancora imparato a digerire, tabù che è difficile raccontare senza accendere non polemiche, che almeno alimenterebbero un sano dibattito, ma talvolta sdegno e quasi sempre diffidenza. Si tratta del lobbying: una pratica endemica di ogni regime democratico e rappresentativo che si rispetti e che però, a briglie sciolte, non a torto può destare preoccupazioni. Durante la Prima Repubblica, erano i “sottobraccisti” a interfacciarsi…
Il PSOE di Sanchez, che governa anche grazie all’appoggio dell’esule Puigdemont, ha inferto una sonora sconfitta agli indipendentisti di Catalogna. Merito dell’effetto amnistia? Per il rebus catalano un pallottoliere non basta: non sarà (solo) questione di numeri e seggi a Barcellona dove le elezioni anticipate preludono a lunghe settimane di trattative. Il Parlamento regionale ha infatti visto il trionfo dei socialisti del premier Pedro Sanchez che però, esattamente come è successo a Madrid qualche mese fa, dovrà ancora una volta scendere a patti con gli indipendentisti. Il PSOE – Partito Socialista Operaio Spagnolo è risultato il primo partito vincitore, con…
La secessione della Regione, mai ufficializzata dal Cremlino, ostacola il cammino in Europa della Moldavia, già in bilico fra l’Ucraina e la Nato È impossibile comprendere il conflitto in atto in Ucraina, e dunque porsi le giuste domande, senza aver prima attentamente osservato da vicino, propagande comprese, quello che accade nelle repubbliche filorusse extra-Ucraina, terminazioni nervose della politica estera del Cremlino e polso di un’opinione pubblica pedissequamente aizzata e divisa. Ecco perché negli ultimi giorni si è tornato a parlare di Transnistria, un dossier dimenticato ma mai chiuso che ancora si accende di nuovi fuochi incrociati. Gli attori in ballo…
Chi parla per primo, perde: ecco le regole del gioco per chi ha fatto della moderazione la sua ragione di vita (politica e non). Il vicepremier promette l’exploit di Forza Italia alle prossime Europee, puntando tutto sull’impellenza di una mediazione quantomai cruciale Rassicurante, moderato, popolare. È questo forse il ritratto dello statista ideale, del volto che (quasi) tutti vorrebbero per la propria istituzione di riferimento. Pacato ma saldo, con la sicurezza, che non è sicumera, di chi è perfettamente a suo agio a Palazzo Chigi come a Palazzo Berlaymont, Antonio Tajani si candida a riferimento dei conservatori moderati d’Europa. In…
Prima ancora di essere la Festa dei Lavoratori, il primo maggio è soprattutto Festa della natura. Le ghirlande e i picnic, insieme alle bandiere delle piazze, ci ricordano ancora una volta che il lavoro nobilita l’uomo solo quando lo rispetta Chi si premia con un giorno di vacanza, chi celebra lavorando: la convenzione più diffusa al mondo vuole che la Festa dei Lavoratori ricorra il primo di maggio. Esiste una precisa motivazione storica per spiegare questa data, ma il legame simbolico fra il maggio fiorito e il lavoro rivendicato va ben oltre le lotte sindacali del 20esimo secolo: basta pensare…
Con le dimissioni dell’ennesimo rappresentante ONU si allontanano ancora le elezioni, in un Paese diviso a metà e incapace di riconoscersi Una sfida per gli amanti della cartografia, un rebus finora irrisolvibile per la diplomazia: il puzzle libico ha perso un’altra occasione per dimostrare di fare sul serio. Il 16 aprile si è infatti dimesso il rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite in Libia, il senegalese Abdoulaye Bathily. Si tratta dell’ottavo rappresentante dell’ONU che rimette il mandato di ricucire il Paese, laceratosi 23 anni fa con la caduta di Muhammar Gheddafi e da allora mai guarito. I primi…
