La leader di Fratelli d’Italia giura sulla Costituzione italiana insieme ai suoi ministri
Alle 10 di questa mattina l’Esecutivo di Giorgia Meloni ha giurato nel salone delle Feste del Quirinale, dando il via al 68esimo governo della Repubblica Italiana.
I ministri, 24 in totale, insieme alla premier e al sottosegretario Alfredo Mantovano di fronte al presidente della Repubblica e al segretario generale del Quirinale hanno giurato sulla Costituzione “di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione“.
Dopo aver giurato la premier, in look total black, si posiziona accanto al presidente Mattarella. Seguono i giuramenti di Antonio Tajani e Matteo Salvini, i due vicepremier.
A giurare sono stati prima i ministri senza portafoglio: Ciriani (Rapporti con Parlamento), Calderoli (Affari regionali), Zangrillo (Pubblica Amministrazione), Musumeci (Sud e Mare), Fitto (Politiche Ue), Abodi (sport), Roccella (Famiglia), Locatelli (Disabilità), Casellati (Riforme). Proseguono i ministri con portafoglio: Piantedosi (Interno), Nordio (Giustizia), Crosetto (Difesa), Giorgetti (Economia), Urso (Sviluppo economico), Lollobrigida (Agricoltura), Calderone (Lavoro), Pichetto Fratin (Ambiente), Bernini (Università), Valditara (Istruzione e merito), Sangiuliano (Cultura), Schillaci (Salute) e infine Santanchè (Turismo).
Su Twitter, appena uscita dal Quirinale, Meloni scrive: «ecco la squadra di Governo che, con orgoglio e senso di responsabilità, servirà l’Italia. Adesso subito al lavoro». Nel pomeriggio sempre su Twitter la neopremier ha omaggiato Papa Giovanni Paolo II, che viene ricordato in data odierna: «un Pontefice, uno statista, un santo. Ho avuto l’onore e il privilegio di conoscerlo e sono onorata che sia il Santo di questo giorno così particolare per me».
All’uscita dal Quirinale dopo il giuramento anche il neoministro Crosetto dichiara: «oggi prevale il senso di responsabilità, sentiamo il peso di 60 milioni di cittadini su di noi. Chi assume questo ruolo dismette la casacca di partito per rappresentare tutto il paese».
Antonio Tajani ha invece annunciato che come ministro degli Esteri la prima azione che intende fare è telefonare all’omologo ucraino Dmytro Kuleba esprimendo “solidarietà e vicinanza a un Paese invaso dalla Russia che con il sostegno della Nato e dell’Ue sta difendendo la propria indipendenza“.
Domani sarà invece la volta della cerimonia della campanella, un rito simbolico di passaggio che si tiene a Palazzo Chigi tra il premier uscente e la neoeletta. La campanella che viene ceduta è lo stessa che dà inizio alle riunioni del Consiglio dei ministri. Dopo la cerimonia ch si terrà alle 10:30 e il passaggio di consegne tra Draghi e Meloni alle 12 si terrà il primo Consiglio dei ministri.
La neopremier si presenterà poi in Parlamento per chiedere la fiducia martedì 25 ottobre alla Camera e il giorno dopo al Senato.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/FABIO FRUSTACI

