Il presidente è intervenuto in videochiamata alla Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina a Lugano
Oggi a Lugano si riunisce la prima Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina. Scopo dell’evento, ospitato a Lugano, è quello di progettare una sorta di piano Marshall dedicato a Kiev per imbastire un piano di ricostruzione economica e strutturale, ma anche sociale e umanitario.
Alla Ukraine Recovery Conference, presieduta dal presidente della Confederazione svizzera Ignazio Cassis, prendono parte il primo ministro ucraino Denys Shmyhal, il presidente Zelenksy e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen insieme ai rappresentanti di 36 Paesi e 13 organizzazioni internazionali.
«La guerra della Russia non è solo una mossa per prendere la nostra terra ma è una sfida al sistema europeo: vuole provare che l’Europa è debole e che non può difendere i propri valori» è l’attacco di Zelensky che apre i lavori della Conferenza.
«La ricostruzione dell’Ucraina non è dunque solo un fatto locale ma la missione di tutto il mondo democratico» aggiunge.
Zelensky descrive la distruzione del suo Paese che ha perso “scuole, università, asili, pregiudicando il nostro sistema di istruzione“, ma anche “79 unità ospedaliere“, per un totale di almeno 800mila edifici danneggiati dal 24 febbraio ad oggi. 12 milioni di persone sono state costrette a trovare rifugi di sicurezza o sfollati.
Infine, rivendicando che “l’Ue è unita anche grazie all’Ucraina, abbiamo reso attuale ogni valore base dell’Europa“, il presidente ha ribadito che uno sforzo per la ricostruzione dell’Ucraina sarebbe “il più grande contributo alla pace globale“.
Gli fa eco la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen: «l’obiettivo del Cremlino è minare l’esistenza stessa dell’Ucraina come Stato e noi non lo permetteremo mai – ha dichiarato. – Dobbiamo assicurarci che l’Ucraina non solo vinca la guerra, ma anche la pace».
Prendendo la parola il primo ministro Denys Shmyhal ha riferito che “per la ricostruzione dell’Ucraina servono al momento 750 miliardi di dollari”, chiedendo che “la maggior parte di questi fondi vengano dagli asset russi congelati“.
«Abbiamo creato una mappa digitale, aggiornata in tempo reale, sulla distruzione causata dall’invasione russa: i partner avranno accesso e servirà per la ricostruzione del Paese» aggiunge.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/ALESSANDRO DELLA VALLE / FDFA
