Dario Rapino, avvocato ambientalista, ha interrotto il taglio: “l’uomo non è il padrone dell’ambiente”
È arrivato a salvare in extremis il sempreverde: l’abete infatti stava per essere tagliato se non fosse intervenuto Dario Rapino, avvocato ambientalista, che dopo due anni di battaglia a colpi di carte bollate è riuscito a salvare dall’abbattimento un albero di 30 metri e 200 anni di vita destinato dal comune abruzzese di Rosello (Chieti) al Vaticano per addobbare piazza San Pietro per le feste di Natale. L’albero faceva parte di una rara una specie, quella degli abeti bianchi, sopravvissuta dall’ultima glaciazione di cui restano pochi esemplari e per questo è nella lista rossa anti-taglio non poteva essere tagliato. Per questo la polizia forestale coordinata dal colonello Gianluca Grossi, comandante provinciale di Isernia, è arrivata a bloccare le operazioni.
La vicenda risale a qualche giorno fa, quando è scaturita una diatriba tra la regione Molise e l’Abruzzo per il sempreverde. L’abete infatti si trovava in Molise e non in Abruzzo, nell’abetaia di Montecastelbarone. E dunque se anche fossero esistite (ma la regione Abruzzo ha smentito) le autorizzazioni per il taglio, non avrebbero avuto alcun valore sul territorio della regione attigua. «Un esemplare di abete (non bianco) è stato messo a disposizione dalla Regione Abruzzo e sarà prelevato dal vivaio di Palena, ossia da un sito di alberi da taglio – ha spiegato Dario Rapino-. Un giorno racconterò tutto questo, – continua- che per me assurge a simbolo di ciò in cui credo: l’uomo come parte dell’ambiente e non come suo padrone. Ringrazio di cuore tutti quelli che mi hanno sostenuto, facendomi sentire meno solo: ciò che ci uccide è la solitudine, non i nemici. Ringrazio in particolare Augusto De Sanctis per il suo intervento tecnico ad adiuvandum e Massimo Pellegrini sulla decisiva “dritta” che ha permesso di raggiungere questo risultato importante».
di: Caterina MAGGI
FOTO: PIXABAY
