Ue assicura: “sanzioni contro Mosca funzionano, Pil crollerà dell’11%”
Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato oggi 27 settembre che la Russia rimane pronta a negoziare con Kiev ma, visto che la situazione cambia, cambiano anche le condizioni per le trattative. Secondo quanto riporta AdnKronos, Putin lo avrebbe affermato nel corso di un incontro con il presidente turco Erdogan.
«Naturalmente, oggi, in mezzo all’operazione militare speciale e ai referendum nel Donbass, salvare le persone in tutti i territori in cui si svolge il referendum è in cima ai pensieri e al centro dell’attenzione di tutta la nostra società e del nostro Paese. Questo è naturale perché è legato a eventi drammatici», ha aggiunto.
RISULTATI REFERENDUM
Oggi è l’ultimo giorno di referendum nei territori occupati. Sembra, secondo il ministero della Difesa britannico riportato da Rainews, che Putin potrebbe annunciare il 30 settembre l’adesione dei territori.
Secondo i primi dati resi noti dalle commissioni elettorali create dalle amministrazioni filorusse (fonte TgCom) nei referendum tenuti in quattro regioni ucraine oltre il 95% dei votanti si sono espressi a favore dell’annessione a Mosca.
Alcune fonti interne hanno riferito che, dopo la ratifica del voto, i territori occupati di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson entreranno a far parte del nuovo distretto federale della Crimea. Il nuovo rappresentante presidenziale potrebbe essere l’ex direttore generale dell’agenzia spaziale russa Roskosmos Dmitry Rogozin.
INQUIRENTI FRANCESI A IZYUM
Una delegazione della Gendarmeria nazionale francese è arrivata a Izyum accompagnata dalla ministra degli Esteri Catherine Colonna, in visita a sorpresa nel Paese.
Gli inquirenti “saranno incaricati di aiutare i loro colleghi ucraini nell’ambito dell’inchiesta sui crimini commessi a Izyum, nel quadro della ‘lotta contro l’impunità“.
LA SFIDA DI MEDVEDEV
Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza Dmitry Medvedev ha dichiarato che se la Russia sarà costretta a farlo, utilizzerà le armi nucleari. E ha sottolineato che non si tratta di un bluff: «la Federazione Russa ha diritto a utilizzare armi nucleari se necessario». E poi ha sfidato la Nato: «anche se la Russia sarà costretta a usare l’arma più terribile contro Kiev, la Nato non interferirà direttamente nel conflitto».
NOTIZIE DALL’OCCIDENTE
Secondo l’Ue le sanzioni imposte alla Russia funzioneranno e provocheranno un crollo del Pil dell’11%. «Le nostre sanzioni contro la Russia funzionano, il Pil crollerà del 11%, un crollo maggiore di quello prodotto durante il crollo dell’Urss – ha dichiarato il direttore esecutivo del Servizio esterno dell’Ue, Luc Pierre Devigne, durante la sua audizione alla commissione Esteri dell’Eurocamera. – Mosca è sempre più isolata, partner come Cina e India hanno espresso le loro preoccupazioni per l’intervento militare. Riteniamo perciò che la strada scelta dall’Ue funzioni e che dobbiamo essere ancora più risoluti, non è questo il momento di cedere».
Inoltre un portavoce dell’Esecutivo Ue ha dichiarato che la Commissione considera “un’opzione” imporre “sanzioni individuali” ai cittadini europei che si trovano nelle Regioni ucraine dove sono in corso i referendum “come osservatori”. «Ogni sostegno a questi referendum sarà considerato come illegale e ovviamente tutto dipenderà dal livello di partecipazione accordato. Certo, la responsabilità di capire se vanno adottate misure, caso per caso, è degli Stati membri», ha chiarito.
AL FRONTE
L’attacco a Kharkiv ha provocato 9 vittime, tra cui un 15enne. Lo ha riferito il governatore ucraino Oleh Synyehubov, riportando su Telegram i danni materiali e il bilancio delle vittime causati, a suo dire, da bombardamenti russi.
Le bombe cadute su Sloviansk hanno ridotto in cenere un palazzo. Al momento i vigili del fuoco sono impegnati nelle operazioni di estrazione dei civili intrappolati.
Lunedì la Guardia di Frontiera della Finlandia ha registrato l’ingresso di “7.743 russi attraverso il confine terrestre”, 3.662 russi sono poi usciti dal Paese. Lo riporta Tgcom. Secondo ANSA, crescono anche gli arrivi in Georgia: sono raddoppiati a 10.000 al giorno dopo l’annuncio della mobilitazione da parte del presidente russo Vladimir Putin.
Sale il bilancio delle vittime del conflitto. Il capo della Missione Missione di monitoraggio dei diritti umani delle Nazioni Unite in Ucraina, Matilda Bogner, ha presentato il nuovo rapporto dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani sull’Ucraina chiarendo che ad oggi “abbiamo documentato che 5.996 civili sono morti e 8.848 sono rimasti feriti” dall’inizio del conflitto in Ucraina. “Tra i morti ci sono 382 bambini. Questi numeri riflettono singoli incidenti confermati, i numeri effettivi sono molto più alti”.
Secondo LaPresse, che cita un soldato intervistato prima di salire su un autobus, decine di riservisti russi sono stati arruolati con la forza nella città di Perm, che dista circa 1500 chilometri a est di Mosca, per andare a combattere in Ucraina. «Non c’è scelta. Sei costretto ad andare a combattere. Se non vai, finisci in galera. E io non voglio finire in galera», ha raccontato l’uomo.
Non demorde il patriarca russo Kirill, che ha sottolineato oggi l’importanza di una “mobilitazione spirituale” che potrebbe portare alla riconciliazione tra Russia e Ucraina.
di: Micaela FERRARO
aggiornamenti di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/SERGEI BOBYLEV/SPUTNIK/KREMLIN P
