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    Manovra: ok della commissione, testo in Aula

    Marianna ManciniDi Marianna ManciniDicembre 27, 2023
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    Giorgetti: Mes? Né causa né soluzione ai nostri problemi

    Dopo la fiducia al Senato, come da calendario è ripartito oggi 27 dicembre alla Camera l’analisi del testo della manovra. La commissione di bilancio ha dato il via libera alla manovra, dopo l’intervento del ministro Giorgetti sono iniziate le votazioni, sono state tutte respinte le proposte di modifica presentate dalle opposizioni.

    La commissione bilancio della Camera si è riunita alla presenza del ministro Giorgetti: «ho interrotto le ferie a qualcuno» scherza in apertura di seduta. Il grande elefante nella stanza è il Mes, tema su cui Giorgetti preferisce non rispondere mentre Della Vedova (+Europa) incalza: «dovrà parlare della linea dell’esecutivo, se ce ne è una».

    Illustrando gli emendamenti approvati dal Senato, Giorgetti parla di un “miglioramento di tutti i saldi di finanza pubblica“. Parla, il ministro, delle misure sulle pensioni di medici, maestri, ufficiali giudiziari e dipendenti di enti locali.

    Dopo non poche pressioni dall’opposizione, il ministro risponde infine anche sulla mancata ratifica del Mes. «Non ho mai detto in Parlamento né in sede europea né altrove che l’Italia avrebbe ratificato il Mes – spiega. – Il Mes non è la causa e nemmeno la soluzione ai nostri problemi».

    «Dopo il quarto rinvio ho ritenuto e ho detto nelle sedi del Governo che il Parlamento avrebbe dovuto prendere una decisione» prosegue, senza però andare oltre il 31 dicembre. Così, “il Parlamento italiano ha votato, come io avevo già anticipato”, ma non ci sarebbe “nessun fallo di reazione” rispetto al Patto di stabilità.

    Il ddl è atteso in Aula domani mattina, mentre per il voto finale c’è tempo fino alle 19 di venerdì 29 dicembre.

    Si torna a parlare anche di Superbonus. Se nella manovra non c’è stato spazio per una proroga, il leader di Forza Italia Antonio Tajani torna a incalzare sul tema. «Il giudizio di Forza Italia sulla manovra è positivo. Abbiamo ottenuto quello che chiedevamo – assicura. – Stiamo ora lavorando per una proroga del Superbonus, soprattutto per chi ha lavori oltre il 70%, vedremo se nel Milleproroghe o in altre soluzioni legislative» prosegue, rimandando il nodo al 2024.

    Sui social il leader di Azione Carlo Calenda scrive: «Giorgetti dopo aver detto ‘Il Mes era positivo per l’Italia da un punto di vista economico e finanziario’ e averlo visto bocciare in aula senza colpo ferire, su iniziativa del suo partito, dovrebbe dimettersi. È chiaro che il Ministro non gode più della fiducia della sua maggioranza e dunque non può godere di quella dei suoi interlocutori internazionali. Per un paese fortemente indebitato la fiducia e l’accountability sono valori che non posso venir meno. Per molto meno nella storia repubblicana ministri hanno compiuto questo atto anche a tutela della propria dignità personale».

    Per il Movimento 5 stelle scrive in una nota il vicecapogruppo pentastellato alla Camera, Agostino Santillo: «Giorgetti ha ripreso con la sua narrazione cantilenante e pseudo-fasulla sul Superbonus 110%. Come spesso gli accade, il titolare del Mef si esprime senza citare un dato o un numero, ma cercando solo l’iperbole. Giorgetti ha detto che quella per il Superbonus 110% è ‘un’allucinazione’ che deve finire. E’ curioso sentire il titolare del Tesoro che sta autografando un esborso pluriennale da 12 miliardi per il ponte sullo Stretto parlare di stati allucinogeni. Oltretutto banalizzando il ‘furto con scasso’ ai fondi di coesione di Sicilia e Calabria. Per noi quello sì che è un vero e proprio delirio».

    Mentre il dem Piero De Luca sostiene che “il ministro Giorgetti ammette la responsabilità di un accordo al ribasso sul Patto di Stabilità. Si peggiora la proposta della Commissione, danneggiando gravemente l’Italia. Il governo mostra di non avere nessun peso e autorevolezza nell’Ue“, con la capogruppo Pd alla Camera Chiara Braga che aggiunge: «la guerra, l’inflazione, le regole, il debito, il superbonus: Giorgetti in commissione Bilancio si attacca a tutto per cercare un alibi ad una legge di bilancio ingiusta e senza prospettive. Ma è l’insofferenza verso l’Europa che non riesce proprio a nascondere: per lui la sospensione del patto di stabilità è stata solo un allucinazione collettiva e non un’occasione per cambiare in modo strutturale le regole verso una maggiore integrazione e solidarietà europee. Ed ora dà lezioni contro il debito e accetta il patto di stabilità dopo aver messo l’Italia nelle condizioni di non contare nulla ».

    Per il capogruppo di Italia Viva alla Camera, Davide Faraone, Giorgetti sarebbe “ministro dell’Economia ‘a sua insaputa’, ha tentato di spiegare come ha fatto a rifilare all’Europa il ‘pacco’ del Mes e averne in cambio quello sul Patto di Stabilità. Un’operazione maldestra, che rende il vice di Salvini, sempre più un notaio che redige atti che vengono da altri, sia a Bruxelles che a Roma. Una mesta figura che ottiene il solo risultato di indebolire sempre di più l’Italia“.

    Nel frattempo arriva la notizia della recrudescenza dello stato influenzale per Giorgia Meloni che ha quindi spostato a data da destinarsi la conferenza di fine anno che si sarebbe dovuta tenere giovedì 18 dicembre.

    di: Marianna MANCINI

    FOTO: ANSA/CLAUDIO PERI

    commissione bilancio manovra
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    Marianna Mancini

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