L’Aiea annuncia il ripristino delle rete elettrica di riserva nella centrale di Zaporizhzhia
La controffensiva ucraina, che in queste ore è riuscita a riconquistare un territorio di duemila chilometri quadrati, costringe le truppe di Mosca nella regione di Kharkiv a ritirarsi da 30 insediamenti, compresa la città di Izyum, punto strategico di crocevia con le repubbliche separatiste orientali.
Proprio la pressione sul fronte orientale starebbe facendo tremare le postazioni filorusse al confine. Secondo alcune indiscrezioni non ancora confermate, le truppe di Kiev si sarebbero spinte alle porte di Donetsk, facendo ingresso nell’aeroporto della Capitale dell’autoproclamata repubblica popolare. Altre voci, riferiscono che il leader Denis Pushilin avrebbe lasciato la città e starebbe rassegnando le dimissioni.
La situazione sembra ribaltarsi anche nel Donbass e, stando ad alcune fonti ucraine, anche nel Lugansk, verso Lysychansk.
Conferma la controffensiva di Kiev anche il capo delle forze armate ucraine Valeriy Zaluzhny, secondo cui “dall’inizio di settembre, più di tremila chilometri quadrati sono stati restituiti al controllo ucraino. Intorno a Kharkiv, abbiamo iniziato ad avanzare non solo a sud ed est, ma anche a nord. Siamo a 50 chilometri dal confine“.
Secondo le autorità russe, l’avanzata delle truppe di Kiev solo nelle ultime ore ha portato migliaia di persone a fuggire verso la regione russa di Belgorod dall’oblast di Kharkiv.
La risposta di Mosca
«Sono stati commessi degli errori. E penso che se ne trarranno delle conclusioni». A parlare, commentando la riconquista da parte delle truppe ucraine nella Regione di Kharkiv, è il leader ceceno Ramzan Kadyrov che non risparmia critiche al Ministero della Difesa russo.
«Se oggi o domani non ci saranno cambiamenti nella strategia nel condurre l’operazione militare speciale (in Ucraina), dovrò andare al ministero della Difesa e alla dirigenza del Paese per spiegare loro la situazione. È una situazione infernale».
La resa è però ancora molto lontana dalle intenzioni di Mosca. «Io, Ramzan Kadyrov, dichiaro ufficialmente che tutte queste città (Izyum, Kupiansk e Balakliya) saranno riconquistate – aggiunge ancora. – La nostra gente è già lì, i ragazzi sono addestrati per questo lavoro, altri 10mila combattenti sono pronti a partire. E raggiungeremo Odessa nel prossimo futuro».
Zaporizhzhia, ripristinata la linea elettrica
Nel frattempo i russi tengono saldo il controllo sulla centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia dove questa mattina è stato spento il sesto e ultimo reattore rimasto attivo. Lo ha l’agenzia nucleare statale Energoatom riferendo che l’impianto non produce più elettricità e che “sono in corso i preparativi per il raffreddamento e il trasferimento allo stato freddo“.
Nel primo pomeriggio è arrivata la comunicazione dell’Aiea secondo cui nella centrale è stata poi ripristinata la linea elettrica di riserva. Si tratta di energia indispensabile per la sua dismissione, dunque per il raffreddamento dei reattori e per la sua messa in sicurezza.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/UKRAINE DEFENSE MINISTRY

