Forze filo russe hanno sequestrato due navi straniere a Mariupol. Nessun contatto tra Papa e Putin
Prosegue il conflitto in Ucraina. Questa mattina le forze nazionali hanno inflitto “perdite significative” alle truppe russe nella direzione di Kramatorsk, come spiega lo Stato maggiore centrale che aggiunge che i russi si sono ritirati in seguito alla controffensiva.
Intanto i separatisti sostenuti dalla Russia hanno sequestrato due navi straniere nella città di Mariupol dichiarando che ora sono “di proprietà statale”.
Nel frattempo è stato annunciato che Sergei Lavrov prenderà parte alla cerimonia di apertura dell’Ambasciata della Repubblica popolare di Donetsk a Mosca, in programma il 12 luglio. Un gesto di “solidarietà e il sostegno alla giovane repubblica che lotta per l’indipendenza” come precisano gli Esteri russi.
Almeno cinque persone sono rimaste uccise e 21 ferite in 24 ore nella regione di Donetsk, nell’est dell’Ucraina come denunciato su Telegram dal governatore Pavlo Kyrylenko.
Si aggravano i bilanci: secondo Michelle Bachelet, Alto Commissario Onu per i diritti umani sono stati documentati più di 10mila morti o feriti tra i civili in tutta l’Ucraina, con 335 bambini tra i 4.889 decessi.
Sul fronte colloqui di pace, tutto sembra fermo e dal Cremlino fanno sapere che non è in programma nessun incontro tra il Papa e Vladimir Putin.
In giornata è arrivata la notizia della morte di un altro magnate del gas russo. Yuri Voronov, top manager del settore energetico in Russia, è stato trovato in una piscina vicino San Pietroburgo con un proiettile nella nuca. È il sesto caso di omicidio con caratteristiche simili in meno di 6 mesi.
Il 61enne Voronov era a capo di Astra Shipping, società che gestiva dei contratti di Gazprom nell’Artico. Secondo quanto riportato dalla moglie, l’uomo aveva avuto scontri con alcuni soci a causa delle perdite registrate negli ultimi due anni.
Altri casi sospetti, seppur poi bollati come suicidi dalle indagini ufficiali, hanno riguardato il top manager di Gazprom, già dirigente di Gazprom Transgaz Leonid Shulman e trovato morto in una dacia vicino a San Pietroburgo il 29 gennaio.
Il 25 febbraio è stato il turno del 61enne Alexander Tyulyakov, vicedirettore generale del Gazprom Unified Settlement Center.
Il 18 aprile Vladislav Avaev, ex vicepresidente della Gazprombank, è stato trovato morto a Mosca insieme alla figlia e alla moglie; secondo le prime ricostruzioni della polizia avrebbe sparato alle due donne prima di suicidarsi. E ancora l’ex ex top manager di Novatek Sergei Protosenya, trovato morto insieme a moglie e figlia in Spagna e l’oligarca di origini ucraine Mikhail Watford, trovato morto in Gran Bretagna dove si era trasferito a inizio anni Duemila con falso nome.
di: Micaela FERRARO e Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/SERGEI ILNITSKY

