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    Home » Archivio Storico » 2022 » Bankitalia, Visco mette in guardia sulla deglobalizzazione
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    Bankitalia, Visco mette in guardia sulla deglobalizzazione

    Micaela FerraroDi Micaela FerraroMaggio 31, 2022
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    L’Istat ha rivisto al rialzo la stima del Pil per il primo trimestre, +0,1%. Inflazione a +6,9%, al top dal 1986

    Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha parlato oggi nelle Considerazioni finali della situazione economica in Italia e in Europa e ha messo in guardia contro i pericoli di una deglobalizzazione disordinata: «una divisione del mondo in blocchi rischierebbe di compromettere i meccanismi che hanno stimolato la crescita e ridotto la povertà a livello globale colpendo specialmente i Paesi più deboli», ha spiegato.

    Sulla guerra e sui relativi effetti sull’economia, Visco ha aggiunto: «il conflitto ha radicalmente accentuato l’incertezza. L’attività produttiva si è indebolita nel primo trimestre, dovrebbe rafforzarsi moderatamente in quello in corso. In aprile valutavamo che il prolungamento del conflitto in Ucraina avrebbe potuto comportare circa 2 punti percentuali in meno di crescita, quest’anno e il prossimo». E si prevede il Pil negativo nel biennio: «le stime più recenti delle maggiori organizzazioni internazionali sono simili. Non si possono però escludere sviluppi più avversi. Se la guerra dovesse sfociare in interruzione delle forniture di gas russo, il pil potrebbe ridursi nella media del biennio. Il conflitto in Ucraina sta determinando un significativo rallentamento dell’economia mondiale. Il quadro congiunturale si è deteriorato anche nell’area dell’euro, che è particolarmente esposta agli effetti economici del conflitto. Secondo le stime più recenti, quest’anno la crescita del prodotto dovrebbe risultare inferiore al 3%, ben al di sotto di quanto previsto pochi mesi fa. E il rischio di un andamento meno favorevole è significativo».

    Proprio oggi è uscita la statistica sui Conti economici trimestrali dell’Istat che ha dimostrato che nel primo trimestre del 2022 il prodotto interno lordo, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2015, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e del 6,2% nei confronti del primo trimestre del 2021.

    Per Visco, uno strumento decisivo per affrontare il delicato momento storico che l’Italia sta attraversando è il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che serve a “interrompere il ristagno della produttività, contrastare l’effetto delle tendenze demografiche sull’offerta di lavoro, ridurre il peso del debito pubblico“. «Il Piano segna una netta discontinuità nella definizione delle politiche economiche, disegna una strategia articolata di modernizzazione del Paese, che coniuga programmi di riforma e investimenti pubblici con quelli privati, contribuendo a realizzare la transizione digitale e quella ecologica o “verde”. Inoltre innova profondamente le modalità di attuazione delle misure: individua obiettivi specifici, anche per i programmi gestiti a livello locale; delinea gli interventi necessari a superare gli ostacoli normativi che potrebbero rallentarne la realizzazione; stabilisce traguardi e scadenze sostenuti da un sistema capillare di monitoraggio».

    Il governatore ha aggiunto che è bene evitare una “vana rincorsa” fra prezzi e salari: «il rialzo sarà più agevole se le pressioni per incrementi salariali connesse con la risalita dell’inflazione saranno contenute. Sarebbero opportuni interventi di bilancio di natura temporanea e calibrati con attenzione alle finanze pubbliche per contenere i rincari delle bollette energetiche e sostenere il reddito delle famiglie».

    Il quadro congiunturale è sostanzialmente mutato negli ultimi mesi, come ricordato proprio da Visco che aggiunge che, scongiurato il rischio di deflazione e superato l’impatto della pandemia, “non vi sono più preclusioni all’abbandono della politica di tassi ufficiali negativi”. «Il rialzo, che il Consiglio direttivo della BCE potrà decidere di avviare nell’estate, dovrà procedere tenendo conto della incerta evoluzione delle prospettive economiche».

    Secondo Visco l’inflazione nell’Eurozona resterà elevata nel 2022 ma poi ci sarà una decisa flessione nel 2023. Al momento secondo l’Istat l’inflazione a maggio accelera a +6,9%, al top dal 1986.

    Secondo Visco l’aumento dei prezzi delle materie prime importate è una sorta di “tassa ineludibile” per il Paese ma l’azione pubblica può “ridistribuirne gli effetti tra famiglie, fattori di produzione, generazioni presenti e future“. Non è possibile tuttavia annullarne l’impatto d’insieme. «Gli interventi calibrati in funzione della condizione economica complessiva delle famiglie anziché dei redditi individuali risultano più efficaci nel contrastare le ripercussioni dell’inflazione sulla disuguaglianza», ha concluso.

    di: Micaela FERRARO

    FOTO: SHUTTERSTOCK

    bankitalia guerra ucraina ignazio visco stime pil
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    Micaela Ferraro

    Apprendista presso la vita, appassionata di giornalismo e comunicazione. Lettrice accanita e scrittrice un po' polemica, con un passato da animatrice nel turismo: potevo scegliere se accontentarmi o se inseguire un sogno e ho deciso di essere felice.

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