I legali si oppongono alle incursione dell’Fbi a Mar-O-Lago: “normale che ci fossero carte top-secret”
Il braccio di ferro fra Donald Trump e l’Fbi continua. La decisione del Dipartimento di giustizia di avallare una nuova perquisizione nella residenza di Mar-O-Lago dell’ex presidente è stata duramente criticata dagli avvocati di Trump.
Secondo i legali il fatto che il tycoon avesse archiviato file sensibili nella sua residenza in Florida “non avrebbe mai dovuto essere motivo di allarme“.
Una perquisizione quindi definita “senza precedenti, non necessaria e legalmente non supportata” quella che ha sottratto centinaia di file segreti dalla dimora di Trump da agenti che avrebbero “preso documenti da alcuni file e li hanno sparpagliati sul pavimento per ottenere un effetto drammatico“.
Secondo i legali, “il fatto che tra i documenti presidenziali ci fossero carte top secret non deve destare allarme“; non solo: gli Archivi Nazionali “dovevano aspettarsi che nelle 15 scatole” consegnate a gennaio ci fosse “materiale classificato perché erano carte presidenziali“.
Domani si terrà l’udienza richiesta dallo stesso ex inquilino della Casa Bianca in cui un funzionario terzo supervisionerà le prove prelevate.
Un terremoto giudiziario che rischia di compromettere anche la nuova candidatura di Trump, come è emerso da alcune fonti.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/JUSTIN LANE

