Si teme per la tenuta dell’accordo siglato la scorsa settimana: “se le parti non garantiscono la sicurezza, non funzionerà”
Nessun allentamento sul fronte ucraino della guerra: continuano i bombardamenti dei russi, in particolare nella regione di Sumy dove solo ieri sono stati lanciati almeno 30 missili come ha denunciato il capo della regione Zhivytskyi, colpendo in particolare le comunità di Khotynsk, Burynsk e Bilopolsk, anche se “al momento non si registrano vittime“.
Proseguono anche gli attacchi nella regione del Donetsk, nell’Ucraina orientale, dove ieri sono state ferite 8 persone dai bombardamenti.
Lo conferma anche l’intelligence britannica secondo cui “i comandanti russi continuano a trovarsi di fronte a un dilemma: se impiegare le risorse per l’offensiva a Est o rafforzare la difesa a Ovest“.
Secondo quanto riportato dall’intelligence ucraina, gli occupanti russi di Melitopol starebbero cercando di ripristinare la pista dell’aeroporto presso l’ex base della 25esima brigata dell’aviazione da trasporto. Una riparazione “improbabile nel prossimo futuro”, dato che i lavori richiederanno “dai 21 ai 28 giorni affinché il calcestruzzo sia in grado di sopportare il carico di aeromobili e altre apparecchiature”.
Intanto la difesa ucraina da oggi potrà avvalersi anche dei panzer del tipo Gepard inviati oggi dalla Germania, fra i Paesi inizialmente più reticenti all’invio di armamentario bellico nella Nazione invasa.
«Per il momento è uno scenario ipotetico, ma se l’azione militare si muovesse ulteriormente verso la parte sud-orientale dell’Ucraina e verso Odessa, saremmo ovviamente molto preoccupati»: così la premier della Moldavia Natalia Gavrilita ha espresso le sue preoccupazioni in merito a un’invasione militare della Russia, evidenziando che le truppe di Mosca sono già “sul territorio della regione secessionista di Transnistria“.
Le accuse volano anche dalla controparte russa. Il capo della commissione investigativa russa Alexander Bastrykin ha reso noto che Mosca ha accusato 92 membri dell’esercito ucraino di crimini contro l’umanità, proponendo un tribunale internazionale sostenuto da Paesi come Bolivia, Iran e Siria, Paesi con una “posizione indipendente sulla questione ucraina“. Altre 96 persone, di cui 51 comandanti delle forze armate, sono ancora ricercate.
Contestualmente, l’Ucraina sta indagando su 21mila crimini di guerra e aggressioni.
Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, commenta i recenti attacchi sul porto di Odessa specificando che gli obiettivi erano infrastrutture militari estranee all’accordo sull’esportazione del grano che, dunque, possono procedere in conformità con l’accordo sponsorizzato dalle Nazioni Unite e firmato a Istanbul.
A tal proposito, Kiev ha fatto sapere di aspettarsi già per questa settimana le prime esportazioni di grano. Lo ha annunciato il ministro delle Infrastrutture Oleksandre Kubrakov, ribadendo che il principale ostacolo all’accordo siglato la scorsa settimana sono proprio i bombardamenti russi: «se le parti non garantiscono la sicurezza, non funzionerà».
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/ODESA CITY HALL PRESS OFFICE HAN

