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    Home » Archivio Storico » 2022 » Il 17 maggio si apre il tavolo sulla Scuola
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    Il 17 maggio si apre il tavolo sulla Scuola

    Flavia Dell'ErtoleDi Flavia Dell'ErtoleMaggio 12, 2022
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    Dopo l’annuncio dello sciopero del 30 maggio il Governo cerca di trovare un’intesa, ma i sindacati sono scettici

    L’appuntamento è per martedì 17 maggio, quando si aprirà il tavolo sul contratto di lavoro del settore istruzione. I sindacati si dicono scettici, secondo Ivana Barbacci di Cisl Scuola «i soldi sono quelli che conosciamo, portano ad un aumento lordo di 104 euro medio: c’è chi ne prenderà 50 chi 130». Sottolinea anche Elvira Serafini: «ci sembra una mossa propedeutica al fatto che abbiamo dichiarato sciopero. Andremo e ascolteremo ma saremo molto attenti, anche un bambino avrebbe capito, è una mossa, quella del governo, troppo legata allo sciopero».

    Secondo Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda «rimangono confermate tutte le ragioni che hanno portato alla proclamazione dello sciopero del 30 maggio. Quei soldi sono vecchi, stanziati da ben tre leggi di bilancio, riguardano un contratto scaduto da tre anni e cinque mesi; un docente senza anzianità avrà circa 60 euro lordi (50 netti). Inoltre l’atto di indirizzo arriva fuori tempo massimo. Quel che ora si richiede è che si sgombri il campo da questo intervento a gamba tesa del Governo, stralciando dal DL 36/2022 le materie sull’istruzione, che sono e devono rimanere di prerogativa contrattuale».

    Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda scrivono: «per il 30 maggio è stato indetto lo sciopero della scuola perché il Governo ha presentato il Decreto Legge 36/2022 che interviene in maniera pesante e scorretta in materie (salario e carriera) che sono, per ordinamento (D.L.vo 165/2001), esclusiva competenza del contratto. E l’Esecutivo fa ciò ricavando risorse attraverso il taglio dell’organico (circa diecimila unità di personale in tre anni) e il taglio della card docenti. Ora, su taluni organi di informazione, nel dare notizia dell’avvenuto invio all’Aran dell’Atto di indirizzo per l’avvio delle trattative nel Comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2019-21, si legge di una sorta di saggio intervento del Governo che avrebbe stanziato più di due miliardi che renderebbero ricchi i docenti e il personale Ata. Il sottinteso sarebbe che lo sciopero non avrebbe senso visto il ricco piatto stanziato dal Governo e visto che l’atto di indirizzo è stato finalmente inviato. Si sappia, dunque, che quei soldi sono vecchi, stanziati da ben tre leggi di bilancio (2019, 2020, 2021), riguardano un contratto scaduto da tre anni e cinque mesi, che un docente senza anzianità avrà circa 60 euro lordi (50 netti) e che l’atto di indirizzo arriva fuori tempo massimo. La legge di bilancio 2022 ha stanziato qualche limitata risorsa aggiuntiva, ma non certo sufficiente a garantire aumenti adeguati per tutto il personale anche a fronte dell’aumento dell’inflazione che rischia di erodere completamente gli aumenti previsti. L’invio all’Aran dell’Atto di indirizzo è un atto che era dovuto da tre anni. E certamente nelle rivendicazioni sindacali non poteva mancare la richiesta dell’emanazione immediata dell’Atto di indirizzo medesimo. Quel che ora si richiede è che si sgombri il campo da questo intervento a gamba tesa del Governo, stralciando dal DL 36/2022 le materie sull’istruzione, che sono e devono rimanere di prerogativa contrattuale».

    di: Flavia DELL’ERTOLE

    FOTO: ANSA/GIUSEPPE LAMI

    contratto SCIOPERO SCUOLA sindacati
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