Chiudi Menù
Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    In evidenza

    Le città che non appartengono più a chi le abita

    Ottobre 21, 2026

    Lo Stato che punta sul banco, il gioco d’azzardo entra nella manovra

    Ottobre 21, 2026

    Take a Breath, quando per incontrarsi bisogna spegnere il telefono

    Ottobre 20, 2026
    Facebook Instagram
    Facebook Instagram LinkedIn
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    • Attualità
    • News
    • Società
    • Politica
    • Economia
    • Salute
      • Psicologia
    • Cultura
      • Arte
      • Cinema
      • Musica
      • Eventi
    • Opinioni
    • Interviste
    • Il Mondo Incontra
    • Archivio Storico
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    Home » Società » Le città che non appartengono più a chi le abita
    Società

    Le città che non appartengono più a chi le abita

    La RedazioneDi La RedazioneOttobre 21, 2026
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Folla di turisti in piazza San Marco a Venezia, città simbolo di turismo e affitti brevi
    Immagine di repertorio. Foto: NOME_FOTOGRAFO / Pexels
    Condividere
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest E-mail

    Il turismo cresce, gli affitti brevi trasformano i quartieri e i centri storici cambiano identità. Ma una città può continuare a essere viva se chi la abita non riesce più a permettersi di restarci?

    ADV
    ABU Media

    Indice

    1. Il turismo cresce, ma a quale prezzo?
    2. Quando le case diventano strutture ricettive
    3. Il rischio di città sempre più simili
    4. Il diritto di restare
    5. Domande frequenti su turismo e affitti brevi

    Una città può essere piena di persone e, nello stesso tempo, perdere i suoi abitanti. È il paradosso che attraversa molte destinazioni turistiche europee, dove la crescita dei visitatori convive con una trasformazione sempre più evidente degli spazi urbani. I negozi di quartiere lasciano posto alle attività per turisti, gli appartamenti diventano alloggi temporanei e intere zone cambiano volto.

    Non è soltanto una questione di affollamento. È il rapporto tra la città e chi la vive quotidianamente a essere messo in discussione.

    Il turismo cresce, ma a quale prezzo?

    Secondo i dati Istat pubblicati a settembre 2026, nel secondo trimestre dell’anno l’Italia ha registrato quasi 148 milioni di presenze turistiche, il 3,9% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre gli arrivi sono rimasti quasi stabili. I pernottamenti nelle strutture extra-alberghiere, che comprendono anche gli affitti brevi, sono cresciuti del 5,6%, più del doppio rispetto all’incremento registrato negli alberghi.

    Numeri che confermano la forza economica del settore, ma che sollevano anche interrogativi sulla sostenibilità di un modello in continua espansione.

    Il turismo crea occupazione, sostiene le imprese e valorizza il patrimonio culturale. Tuttavia, quando diventa la principale funzione economica di un territorio, rischia di modificare profondamente la destinazione degli immobili, il commercio e la disponibilità dei servizi per i residenti. Il problema non è la presenza dei visitatori, ma la difficoltà di conciliare le loro esigenze con quelle della popolazione locale.

    Quando le case diventano strutture ricettive

    Uno degli aspetti più discussi riguarda gli affitti brevi. La possibilità di destinare un’abitazione al mercato turistico può rappresentare un’opportunità economica per i proprietari, ma la concentrazione degli alloggi in alcune aree urbane pone problemi di equilibrio tra ospitalità e residenzialità.

    Una strada di città tra palazzi e auto parcheggiate, in un quartiere dove crescono gli affitti brevi
    Immagine di repertorio. Foto: Vito Giaccari / Pexels

    Il fenomeno non riguarda soltanto il costo degli affitti. Cambia anche la composizione sociale dei quartieri, e una comunità costruita nel tempo può ritrovarsi sostituita da un flusso continuo di presenze temporanee.

    Anche il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, ha sottolineato la necessità di regolamentare il settore, richiamando l’attenzione sulle difficoltà delle famiglie nel trovare abitazioni in locazione nelle grandi città.

    La questione è complessa e non può essere attribuita esclusivamente alle piattaforme turistiche, perché pesano anche la scarsità di edilizia accessibile, gli investimenti immobiliari, i redditi e le scelte urbanistiche. Gli affitti brevi rappresentano però uno degli elementi di una trasformazione che merita di essere governata.

    Il rischio di città sempre più simili

    C’è poi una perdita meno evidente, difficile da misurare con le statistiche, ed è quella dell’identità.

    Una città non è fatta soltanto di monumenti, musei e palazzi storici. È fatta anche di mercati, botteghe, scuole, abitudini e relazioni quotidiane. Quando questi elementi vengono progressivamente sostituiti da servizi pensati esclusivamente per i visitatori, il centro urbano rischia di trasformarsi in uno scenario.

    Il risultato può essere una città economicamente dinamica, ma sempre meno riconoscibile per chi ci vive.

    Non significa che il turismo cancelli inevitabilmente l’autenticità. Al contrario, l’incontro tra persone e culture può arricchire i territori. Ma per conservarne il valore occorre evitare che tutto venga organizzato intorno a un’unica funzione, quella di accogliere chi arriva dimenticando chi resta.

    Il diritto di restare

    La vera sfida non consiste nello scegliere tra turismo e residenti. Consiste nel costruire politiche capaci di far convivere entrambi.

    Servono strumenti per monitorare la concentrazione degli alloggi turistici, tutelare l’offerta abitativa, sostenere il commercio di prossimità e mantenere accessibili i servizi essenziali. Un primo passo esiste già, perché ogni appartamento affittato ai turisti deve avere un codice identificativo nazionale, il CIN, registrato nella banca dati del Ministero del Turismo. Contare gli alloggi però non basta, se poi quei numeri non diventano scelte per i quartieri in cui si concentrano.

    Anche il modo di misurare il successo turistico dovrebbe evolvere. Non basta contare gli arrivi e le presenze, occorre valutare quanta ricchezza rimane sul territorio e quale sia l’impatto sulla qualità della vita. Perché una città non è un prodotto da consumare. È prima di tutto un luogo in cui vivere. E forse la domanda da porci non è quanti turisti possa ancora accogliere, ma quanti abitanti possa permettersi di perdere senza smettere di essere sé stessa.


    Domande frequenti su turismo e affitti brevi

    Quanti turisti ha avuto l’Italia nel secondo trimestre 2026?

    Secondo l’Istat, tra aprile e giugno 2026 le strutture ricettive italiane hanno registrato poco meno di 47 milioni di arrivi, in lieve calo (-0,8%), e quasi 148 milioni di presenze, cioè di notti trascorse, il 3,9% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.

    Quanto crescono gli affitti brevi in Italia?

    Nel secondo trimestre 2026 il settore extra-alberghiero, che comprende anche gli affitti brevi, ha registrato circa 70,3 milioni di presenze, con una crescita del 5,6%. È più del doppio dell’aumento degli alberghi, fermo al 2,4%.

    Che cos’è il CIN degli affitti brevi?

    Il CIN è il codice identificativo nazionale che ogni alloggio destinato agli affitti brevi o al turismo deve avere. Si richiede nella banca dati delle strutture ricettive del Ministero del Turismo e va esposto all’esterno dell’immobile e indicato negli annunci. Chi non lo espone rischia una sanzione da 800 a 8.000 euro.

    affitti brevi casa centri storici cin federalberghi Istat overtourism TURISMO
    Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    La Redazione

    Il Mondo è una rivista indipendente che racconta il presente attraverso approfondimenti, interviste e analisi. La redazione riunisce professionisti con esperienze e competenze diverse, accomunati dall’obiettivo di offrire un’informazione accurata, autorevole e di qualità.

    Post correlati

    Società Ottobre 21, 2026

    Lo Stato che punta sul banco, il gioco d’azzardo entra nella manovra

    Società Ottobre 20, 2026

    Take a Breath, quando per incontrarsi bisogna spegnere il telefono

    Società Ottobre 19, 2026

    Il vero lusso è non aspettare

    Salute Ottobre 17, 2026

    Vivere più a lungo diventerà un lusso?

    Economia Ottobre 16, 2026

    Si può lavorare ed essere poveri

    Società Ottobre 16, 2026

    Chirurgia plastica, prima della bellezza viene la sicurezza

    ADV
    ABU Media
    Da non perdere
    News Ottobre 21, 2026

    Iran, Financial Times: “Netanyahu aveva pianificato attacco a inizio mese, stoppato da Trump”

    (Adnkronos) – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva pianificato di effettuare attacchi contro l’Iran all’inizio di questo mese, ma il presidente americano Donald Trump si è opposto alla ripresa dei combattimenti prima delle elezioni di medio termine statunitensi, secondo quanto riportato dal Financial Times. Tre persone a conoscenza dei fatti hanno riferito al giornale…

    Inps, Pone: “A Bologna i dati UniEmens per semplificare il congedo di maternità”

    Ottobre 21, 2026

    Eleonora Giorgi avrebbe compiuto 73 anni: “Non voglio più giorni di vita, voglio più vita nei giorni che mi rimangono”

    Ottobre 21, 2026

    Inps, Sciarrino: “A Bologna si sperimenta il congedo di maternità senza domanda”

    Ottobre 21, 2026
    Resta in contatto
    • Facebook
    • Instagram
    • LinkedIn
    About Us

    IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006.
    Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma iscr. n° 21/2026 del 12/02/2026.
    Direttore Responsabile: Antonio Franchini | Vice Direttore: Alessia Turchi
    Sede legale: Via Silvestri, 195 - Roma.
    Concessionaria per la pubblicità e le iniziative speciali: Cinemedia Srl

    Facebook Instagram LinkedIn
    • La Redazione
    • Contatti
    • Attualità
    • Società
    • Politica
    • Economia
    • Salute
    • Cultura
    • Opinioni
    • Interviste
    • Il Mondo Incontra
    • Archivio Storico
    © 2026 IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006. | Privacy Policy - Cookie Policy - Policy su Utilizzo IA

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.

    Gestisci Consenso
    Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Visualizza le preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}