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    Home » Archivio Storico » 2022 » Mar D’Azov cade nelle mani dei russi
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    Mar D’Azov cade nelle mani dei russi

    Alessia MalcausDi Alessia MalcausMaggio 26, 2022
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    240 bambini uccisi dall’inizio del conflitto. Oltre 40 città attaccate nel Donetsk e Lugansk ma la Russia punta a Kiev

    Il Mar D’Azov sarebbe caduto completamente sotto il controllo russo. «I porti delle regioni di Zaporizhzhia e di Kherson non saranno mai più ucraini – afferma un esponente del consiglio russo per l’amministrazione civile-militare di Zaporizhzhia, Vladimir Rogov, citato dall’agenzia russa Ria Novosti. – Sono sicuro che dopo la riunificazione delle nostre regioni con la Russia, il mar d’Azov sarà di nuovo, come era un tempo, esclusivamente un mare interno della Federazione russa».

    L’obiettivo rimane ancora la capitale. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha affermato a Davos, in occasione del Forum economico mondiale: «noi siamo un puzzle importante. Mosca non accetta che vogliamo far parte dell’Europa, vuole occupare l’Ucraina e credo che il suo obiettivo non si fermerà al confine. Non stiamo difendendo solo l’Ucraina, ma tutti voi perché abbiamo gli stessi valori. Questa è la più grande guerra in Europa dal secondo conflitto mondiale e dobbiamo fermarla».

    Ha poi ribadito: «la Russia spera ancora di prendere il controllo della capitale ucraina. Non è un segreto che la priorità della Russia sia occupare l’intero Paese e l’obiettivo principale di Mosca è ancora la capitale dell’Ucraina, il cuore del Paese. È chiaro che non si tratta di un’operazione militare speciale, come sostiene la Russia. È il genocidio del popolo ucraino con bambini, donne e anziani uccisi».

    Oltre 40 città nelle regioni di Donetsk e Lugansk sarebbero state attaccate dalle forze russe. A riportarlo è lo Stato Maggiore delle Forze armate su Facebook, citato dalla Bbc. Il bilancio sarebbe di cinque morti e 12 feriti. «I nemici hanno sparato contro più di 40 città nelle regioni di Donetsk e Lugansk, distruggendo o danneggiando 47 siti civili, tra cui 38 case e una scuola. A causa di questi bombardamenti cinque civili sono morti e 12 sono stati feriti» – si legge.

    Il capo dell’amministrazione militare regionale, Serhiy Gaidai, smentisce l’isolamento del Lugansk da parte dei russi: «non è stato tagliato fuori» – dice alla Bbc. Un altro attacco sferrato a Lysychansk, nel Lugansk, ha ucciso tre persone. Lo ha annunciato Gaidai su Telegram, come riporta Unian: «il nemico ha cercato di assaltare le nostre difese vicino a Ustynivka e allo stesso tempo ha distrutto questo villaggio e la vicina città di Lysychansk con l’artiglieria. Di conseguenza, due persone sono morte a Ustynivka e una nella stessa Lysychansk».

    Un attacco con proiettili incendiari è stato segnalato dall’amministrazione militare regionale anche a Maryinka, nella regione di Donetsk. Lo riporta Ukrinform.

    L’ambasciatore del Lugansk in Russia, Rodion Miroshnik, riferisce che nelle stesse due regioni sarebbero detenuti circa 8 mila prigionieri di guerra ucraini. «Ci sono molti prigionieri. Certo, ce ne sono di più sul territorio del Donetsk, ma anche noi ne abbiamo a sufficienza, e ora il numero totale si aggira intorno agli 8.000. Sono tantissimi, e letteralmente non si può dire che non ci siano più prigionieri. È molto, e ogni giorno se ne aggiungono letteralmente centinaia» – ha dichiarato al programma Soloviev Live, citato dalla Tass.

    Intanto, il consigliere della Missione permanente dell’Ucraina presso le Nazioni Unite, Serhiy Dvornik, denuncia il rapimento di bambini ucraina da parte della Russia. «Il rapimento di almeno 230 mila bambini ucraini, tra 1,4 milioni di cittadini ucraini deportati con la forza in Russia, è un crimine volto a distruggere la nostra nazione privandola delle sue giovani generazioni, che è una moderna manifestazione del colonialismo – ha dichiarato all’agenzia Ukrinform. – A seguito di attacchi di razzi e artiglieria alle città ucraine, decine di migliaia di civili sono stati uccisi e molti sono rimasti feriti . Quasi 220 mila persone hanno perso la casa. Inoltre, milioni di cittadini hanno dovuto lasciare i territori occupati o colpiti dalla guerra, 8 milioni sono diventati sfollati interni, 6,5 milioni hanno lasciato l’Ucraina come rifugiati».

    E aggiunge: «non abbiamo dubbi che nelle strategie militari russe questa crisi dei rifugiati fosse prevista come uno degli esiti positivi della guerra. Così come la crisi alimentare. Tuttavia la Federazione Russa ha sottovalutato la disponibilità ad aiutare, l’ospitalità e l’impegno nei confronti degli ucraini dei nostri vicini e di altri amici. La Russia prende di mira i civili ucraini come parte della sua strategia militare in stile nazista».

    Ammonta, invece a 240, il numero dei bambini uccisi dall’inizio dell’invasione, altri 436 sono stati feriti. Lo rende noto la Procura generale ucraina su Telegram, citata da Ukrinform. Il maggior numero di vittime è stato registrato nelle regioni di Donetsk, Kiev, Kharkiv, Chernihiv. 

    di: Alessia MALCAUS

    FOTO: ANSA/EPA/SERGEI ILNITSKY

    conflitto ucraina donetsk guerra ucraina lugansk RUSSIA
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    Alessia Malcaus

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