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    Home » Archivio Storico » 2023 » Il Metropolitan Museum ribattezza un’opera come “ucraina”
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    Il Metropolitan Museum ribattezza un’opera come “ucraina”

    Caterina MaggiDi Caterina MaggiMarzo 23, 2023
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    La mossa divide critica e amanti dell’arte: sostegno a una causa o distorsione politica?

    La guerra cambia il nome alle cose, con sempre maggiore disappunto però di chi fruisce delle opere d’arte. Questa volta è toccato a un quadro di Degas, Ballerine russe, divenuto Ballerine in costumi ucraini. Non è la prima volta che questo accade, tra l’altro sempre allo stesso autore: alla National Gallery di Londra il dipinto Danzatrici russe di Degas era diventato Danzatrici ucraine.

    Questione di costume

    La diatriba nasce dall’osservazione di un membro dell’Education department della galleria londinese che, come racconta il quotidiano Guardian, aveva sollevato la polemica sulla nazionalità delle danzatrici dipinte dal pittore francese e sull’errore non infrequente di attribuire certe opere a questo Paese. Una svista dovuta  ad una “interpretazione pigra e all’etichettatura errata dell’arte e del patrimonio ucraino“. In parole povere: spesso viene definito russo anche il patrimonio di altri Paesi dell’ex Urss, a causa di una generalizzazione. Va tenuto però conto che dal principio della sua fondazione l’impero russo è stato composto dalle più disparate etnie: popoli nomadi e stanziali condividevano uno stesso nome e uno stesso gioco politico, pur avendo usi e costumi ora più europei, ora più nord europei, ora più asiatici (se non addirittura medio orientali).

    Ora in America

    Ora tocca ai dipinti conservati al Metropolitan Museum di New York. La tela del 1899 di Edgar Degas, Ballerine russe è stata cambiato in Ballerine in costumi ucraini. “Il pensiero accademico si sta evolvendo rapidamente – scrive il direttore del Met Max Hollein in un comunicato – spinto da una maggiore consapevolezza e attenzione nei confronti della storia e cultura ucraina da quando è iniziata l’invasione russa nel 2022“. Lo riporta il New York Times citando il sito internet del museo statunitense.

    Un caso non isolato

    Non è la prima volta che ai musei è richiesto di tenere più conto di questo aspetto: la nazionalità, e non solo la provenienza degli autori. Già tre pittori del secolo scorso considerati russi hanno contestato questa stessa decisione. Prima considerati russi e poi ribattezzati come ucraini, Illia Repin, Arkhyp Kuindzhi e Ivan Konstantinovich Aivazovsky hanno polemizzato con il Met riguardo a questo cambiamento. Nel caso specifico di Aivazovsky la comunità armena, ad esempio, ne ha rivendicato la nazionalità. Una richiesta accolta dal museo.

    di: Caterina MAGGI

    FOTO: SHUTTERSTOCK

    Arte Degas guerra ucraina LONDRA musei new york nomi
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    Caterina Maggi

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