Chiudi Menù
Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    In evidenza

    I giovani credono nella politica, è la politica che non li fa entrare

    Ottobre 24, 2026

    Cultura, Giuli: “Il più grande taglio di tasse del governo è sul settore: Iva dal 22% al 5%”

    Ottobre 24, 2026

    Tumore prostata ad alto rischio recidiva, nuova terapia riduce del 58% rischio morte o metastasi

    Ottobre 24, 2026
    Facebook Instagram
    Facebook Instagram LinkedIn
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    • Attualità
    • News
    • Società
    • Politica
    • Economia
    • Salute
      • Psicologia
    • Cultura
      • Arte
      • Cinema
      • Musica
      • Eventi
    • Opinioni
    • Interviste
    • Il Mondo Incontra
    • Archivio Storico
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    Home » News » Tumore vescica, nuova combinazione terapeutica riduce del 42% rischio morte
    News

    Tumore vescica, nuova combinazione terapeutica riduce del 42% rischio morte

    RedazioneDi RedazioneOttobre 24, 2026
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Condividere
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest E-mail

    (Adnkronos) – I risultati positivi dello studio di fase 3 ‘Volga’ “hanno dimostrato che il trattamento perioperatorio con durvalumab in combinazione con enfortumab vedotin (Ev) neoadiuvante ha evidenziato miglioramenti statisticamente significativi e clinicamente rilevanti dell’endpoint primario di sopravvivenza libera da eventi (Efs) e dell’endpoint secondario chiave di sopravvivenza globale (Os) nei pazienti con carcinoma della vescica muscolo-invasivo (Mibc) resecabile rispetto allo standard di cura. I pazienti non erano idonei alla chemioterapia a base di cisplatino o l’avevano rifiutata. I pazienti nel braccio di confronto sono stati sottoposti a cistectomia radicale (intervento chirurgico per rimuovere la vescica) con o senza trattamento adiuvante approvato”. Questi risultati saranno presentati oggi in una sessione ‘proffered paper’ durante il presidential symposium I al congresso 2026 della European Society for Medical Oncology (Esmo) a Madrid. Sono stati inoltre pubblicati simultaneamente nel ‘The New England Journal of Medicine’. 

    ADV
    ABU Media

    “All’analisi intermedia pianificata – informa una nota – il trattamento perioperatorio con durvalumab associato a Ev neoadiuvante ha dimostrato una riduzione del 49% del rischio di progressione di malattia, recidiva, mancata esecuzione dell’intervento chirurgico o decesso rispetto al braccio di confronto (rapporto di rischio [HR] per Efs pari a 0,51; intervallo di confidenza [IC] al 95% 0,38-0,67; p<0,0001). La Efs mediana stimata non era ancora stata raggiunta per la combinazione con durvalumab, rispetto a 12,1 mesi del braccio di confronto. Il 64% dei pazienti trattati con la combinazione con durvalumab era vivo e libero da eventi a due anni, rispetto al 45% del braccio di confronto”. 

    “I risultati relativi all’endpoint secondario chiave di sopravvivenza globale (Os) hanno mostrato che la combinazione con durvalumab ha ridotto il rischio di morte del 42% rispetto al braccio di confronto. La sopravvivenza globale mediana stimata non è stata ancora raggiunta né per la combinazione con durvalumab né per il braccio di confronto. Il 78% dei pazienti trattati con la combinazione con durvalumab era vivo a due anni, rispetto al 69% nel braccio di confronto”, prosegue la nota.  

     

    “Ogni anno, in Italia, sono stimati circa 31mila nuovi casi di tumori della vescica – afferma Emiliano Tamburini, direttore del Dipartimento di Oncologia e cure palliative e dell’Unità operativa complessa di Oncologia all’ospedale Cardinale Panico di Tricase -. Circa un quarto dei pazienti presenta il tipo muscolo-invasivo, che può estendersi localmente fino a invadere gli strati muscolari e l’intera parete vescicale. Questi pazienti necessitano di un intervento chirurgico di asportazione della vescica, che ha un forte impatto sulla loro vita. Ciononostante, in circa la metà dei casi il tumore si ripresenta”.  

    “Va evidenziato che i pazienti non eleggibili alla chemioterapia a base di cisplatino, per decenni, hanno avuto a disposizione opzioni terapeutiche limitate – continua Tamburini -. Il nuovo regime terapeutico perioperatorio a base di durvalumab in combinazione con enfortumab vedotin prima dell’intervento chirurgico ha ridotto il rischio di morte del 42%, con un profilo di sicurezza gestibile. Questi risultati, destinati a cambiare la pratica clinica, sostengono questo approccio come un potenziale nuovo standard terapeutico incentrato sul paziente in questo setting”. 

    “I risultati dello studio Volga – spiega Rossana Berardi, presidente eletto Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), ordinario di Oncologia all’università Politecnica delle Marche e direttrice della Clinica oncologica dell’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche – aprono nuove prospettive nel trattamento del carcinoma della vescica muscolo-invasivo: a due anni, oltre tre quarti dei pazienti trattati con durvalumab in fase perioperatoria ed enfortumab vedotin sono vivi, con il mantenimento della qualità di vita. Un progresso importante in un percorso terapeutico che ha come obiettivo la guarigione”.  

     

    “All’innovazione terapeutica deve accompagnarsi una maggiore attenzione alle differenze di genere – continua Berardi –. Il tumore della vescica è emblematico: colpisce più frequentemente gli uomini, ma nelle donne viene spesso diagnosticato in uno stadio più avanzato, con una prognosi meno favorevole. La minore frequenza nel sesso femminile non deve tradursi in una minore attenzione ai sintomi. Il sangue nelle urine, infatti, può essere attribuito a una cistite o confuso con un sanguinamento ginecologico, ritardando gli approfondimenti. È invece un segnale che merita sempre una valutazione medica, anche quando si presenta occasionalmente e senza dolore. Fare oncologia di genere significa riconoscere le differenze biologiche e quelle nei percorsi assistenziali, affinché donne e uomini abbiano le stesse opportunità di diagnosi tempestiva e di cura”. 

    “La prevenzione deve avere un ruolo altrettanto centrale – conclude Berardi –. Il fumo è il principale fattore di rischio modificabile per il tumore della vescica: le sostanze cancerogene del tabacco raggiungono anche le urine, esponendo direttamente i tessuti della vescica alla loro azione. Non iniziare a fumare, sostenere chi vuole smettere e ridurre l’esposizione a sostanze cancerogene negli ambienti di lavoro sono azioni concrete su cui investire. Questo messaggio deve raggiungere con la stessa forza uomini e donne. Il progresso in oncologia si misura anche nella capacità di prevenire la malattia, riconoscerla in tempo e garantire a ogni persona l’accesso alle cure più appropriate”. Il tumore della vescica è l’ottavo tumore più diffuso al mondo, con oltre 635.000 casi diagnosticati ogni anno. Il tipo più comune è il carcinoma uroteliale, che ha origine nelle cellule uroteliali delle vie urinarie. Circa un paziente su quattro affetto da tumore della vescica presenta una forma muscolo-invasiva, in cui il tumore invade la parete muscolare della vescica, senza metastasi a distanza. 

    Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Redazione

    Post correlati

    News Ottobre 24, 2026

    Aldo Montano e il ricovero d’urgenza per shock anafilattico: “Sono stato fortunato”

    News Ottobre 24, 2026

    Torino, tensioni e scontri al corteo: lancio di oggetti e cariche della polizia

    News Ottobre 24, 2026

    Lavoro, Naddeo (Aran): “Pubblico può essere un esempio per il privato”

    News Ottobre 24, 2026

    Lavoro, ex ministro Catalfo: “Indispensabile soglia salariale minima inderogabile”

    News Ottobre 24, 2026

    Lavoro, Prudenzano (Confintesa): “Premiare i contratti che pagano meglio”

    News Ottobre 24, 2026

    Alvaro Morata, la dedica di Alice Campello per il compleanno: “Orgogliosa del papà che sei”

    ADV
    ABU Media
    Da non perdere
    News Ottobre 24, 2026

    Aldo Montano e il ricovero d’urgenza per shock anafilattico: “Sono stato fortunato”

    (Adnkronos) – Aldo Montano ha raccontato di aver rischiato la vita per uno shock anafilattico. Lo ha raccontato oggi l’ex schermidore olimpico ospite a Verissimo, ma l’episodio risale allo scorso 4 luglio, quando sui social aveva raccontato di essere stato ricoverato d’urgenza al pronto soccorso a causa di una allergia alimentare. Montano è allergico sin…

    Torino, tensioni e scontri al corteo: lancio di oggetti e cariche della polizia

    Ottobre 24, 2026

    Lavoro, Naddeo (Aran): “Pubblico può essere un esempio per il privato”

    Ottobre 24, 2026

    Lavoro, ex ministro Catalfo: “Indispensabile soglia salariale minima inderogabile”

    Ottobre 24, 2026
    Resta in contatto
    • Facebook
    • Instagram
    • LinkedIn
    About Us

    IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006.
    Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma iscr. n° 21/2026 del 12/02/2026.
    Direttore Responsabile: Antonio Franchini | Vice Direttore: Alessia Turchi
    Sede legale: Via Silvestri, 195 - Roma.
    Concessionaria per la pubblicità e le iniziative speciali: Cinemedia Srl

    Facebook Instagram LinkedIn
    • La Redazione
    • Contatti
    • Attualità
    • Società
    • Politica
    • Economia
    • Salute
    • Cultura
    • Opinioni
    • Interviste
    • Il Mondo Incontra
    • Archivio Storico
    © 2026 IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006. | Privacy Policy - Cookie Policy - Policy su Utilizzo IA

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.

    Gestisci Consenso
    Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Visualizza le preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}