ROMA – “Pensare che un ragazzo di 22 anni possa morire in un cantiere pubblico indica la gravità e insostenibilità della situazione, parliamo di un appalto nel settore pubblico. Questo sistema di appalti uccide. Questa è una responsabilità politica che non può essere più taciuta”. Così il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, a margine della presentazione del francobollo dei 120 anni, commenta la notizia dell’operazione morto a Roma al Colosseo.
UIL-FENEAL LAZIO: “IL LAVORO DEVE ESSERE VITA, NON MORTE”
La Uil Lazio e la Feneal Uil Roma Lazio esprimono profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia e ai colleghi del giovane lavoratore che ha perso la vita questa mattina al Colosseo. E’ quanto si legge in una nota del sindacato.”Quella che si è consumata la notte scorsa è stata una tragedia che assume un significato ancora più doloroso perché avvenuta in uno dei luoghi simbolo della cultura e della storia italiana- dichiarano Maurizio Lago, segretario generale Uil Lazio, e Agostino Calcagno, segretario generale della Feneal Uil Roma Lazio- Un patrimonio che il Paese ha il dovere di tutelare e valorizzare, così come ha il dovere di tutelare chi lavora: perché dietro ogni cantiere e ogni intervento ci sono lavoratrici e lavoratori, e la loro sicurezza viene prima di tutto”.”Di fronte a una tragedia come questa- aggiungo i segretari- è necessario che la magistratura faccia piena luce su quanto accaduto e accerti con rigore la dinamica dei fatti e ogni eventuale responsabilità. La sicurezza sul lavoro non può essere affidata al caso: occorre comprendere fino in fondo cosa è accaduto per evitare che tragedie come questa possano ripetersi”.”Non possiamo più limitarci a contare le vittime e a esprimere cordoglio- concludono Lago e Calcagno- Ogni morte sul lavoro è una sconfitta per tutti e quella del ragazzo di appena 22 anni è una ferita che non possiamo accettare. A 22 anni si deve pensare al futuro, non perdere la vita sul lavoro. Serve un cambio di passo immediato, con piu prevenzione, controlli, formazione e responsabilità. L’obiettivo deve essere uno solo, zero morti sul lavoro. Perché il lavoro deve garantire futuro e dignità, non può trasformarsi in morte”.
MATTIA (PD): “FARE CHIAREZZA SU FILIERA CONTROLLI”
“Esprimo la mia vicinanza alla famiglia di Andrea Moretti, l’operaio di appena 22 anni che ha perso la vita sul luogo di lavoro al Colosseo. Il dolore che oggi chiede rispetto merita anche giustizia: per questo è fondamentale che il ministro della Cultura, Giuli, e le Autorità competenti facciano chiarezza quanto prima sia sulla filiera degli appalti che sui controlli volti a garantire la sicurezza sul lavoro dei lavoratori e delle lavoratrici”. Così in una nota la consigliera regionale Pd del Lazio, Eleonora Mattia, membro della commissione Lavoro alla Pisana.
PICCOLOTTI (AVS): “STRAGE LAVORO, BASTA APPALTI AL RIBASSO”
“Questa notte, poco dopo mezzanotte, Andrea Moretti, 22 anni, è morto precipitando da dieci metri mentre installava il nuovo impianto di illuminazione del Colosseo. Lavorava per dare luce ad uno dei simboli del nostro Paese. È stato doveroso da parte del Ministro Giuli chiudere al pubblico il Colosseo. Fermarsi, tutte e tutti, deve però essere necessario a prendere atto di una verità drammatica: se si muore di lavoro persino nel luogo simbolo dell’Italia, il problema è strutturale. Una strage che, secondo l’Osservatorio nazionale di Bologna, dall’inizio dell’anno ha già superato le mille vittime”. Lo dichiara Elisabetta Piccolotti di Avs della Commissione Cultura alla Camera.”Non bastano lutto e cordoglio. Dal Ministro Giuli e dalla Presidente Meloni ci aspettiamo provvedimenti: più ispettori e più controlli, stop agli appalti al massimo ribasso e ai subappalti a cascata, responsabilità chiare per chi – conclude Piccolotti – non garantisce la sicurezza”.
ANMIL: “SONO OMICIDI SUL LAVORO, NON FATALITÀ”
Torna a parlare del reato di “omicidio sul lavoro” Anmil, l’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro, che in una dura nota a firma del presidente Amedeo Bozzer commenta la morte di Andrea Moretti.
“Poco più di una settimana fa la morte di Daniele Bellisari, operaio della Metalcisterna di Cisterna di Latina, schiantato sull’asfalto davanti al fermento del primo pomeriggio ad Ostia, durante dei lavori di ristrutturazione di un’abitazione- ricorda il presidente nazionale Anmil (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) Amedeo Bozzer- Anche Andrea Moretti è morto scontrandosi con il suolo e non uno comune ma quello del Teatro Flavio: principale meta turistica del nostro Paese e tra le più visitate del pianeta. Un volo di dieci metri che lo ha ucciso sul colpo”.“Oggi il settore del Colosseo dove solo poche ore fa è morto Andrea non ha mai aperto in segno di lutto, senza però essere sottoposto a sequestro da parte della magistratura. Scelta, o ritardo, per il quale viene spontaneo domandarsi il perché- commenta il presidente Anmil Roma e Lazio Alberto Verzulli- Morire sul lavoro in un luogo di prestigio comporta un diverso svolgimento delle indagini?”.Di poco fa- continua la nota- la notizia che dopo il primo turno di visite, parliamo di migliaia di persone, l’intero Colosseo chiuderà in segno di lutto. Gestire questa decisione (a nostro parere doverosa) sin da subito sarebbe stato, a dire del ministero della Cultura, di difficile gestione per l’ordine pubblico.“Poco più di un mese ci separa dal primo anniversario della morte di Octay Stroici, operaio sessantaseienne ucciso dal crollo della Torre dei Conti a Roma, a due passi dal Colosseo- ricorda Bozzer- Nel registro degli indagati sono iscritte 9 persone, le ipotesi di reato sono omicidio e disastro colposo. Noi di Anmil siamo convinti che non sia sufficiente. Siamo convinti che la strage dei lavoratori del nostro Paese meriti l’istituzione di un reato autonomo che è quello dell’omicidio sul lavoro”.Dall’elaborazione di Anmil sugli ultimi open data Inail relativi al numero di infortuni totali denunciati tra gennaio e luglio del 2026, emerge che il Lazio registra un incremento del 7,7% e due morti sul lavoro in più a Roma rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. Una regione nella quale, seguendo i dati forniti dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro riguardanti i risultati delle ispezioni del 2025, il tasso di irregolarità nelle aziende è dell’87,7%. Nel solo settore delle costruzioni, l’ultimo dato disponibile è del 91,5%.
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