ROMA – “Scendiamo in piazza perché la gente non ce la fa più, perché c’è bisogno di aumentare i salari, perché c’è bisogno di far funzionare le scuole, perché c’è bisogno di rispondere al caro vita che si sta determinando e perché c’è una domanda di partecipazione, di cambiamento, che parte anche dalle nuove generazioni. E noi pensiamo che il paese, il governo, il Parlamento debbano imparare ad ascoltare e debbano soprattutto dare ascolto e voce a chi tiene in piedi questo paese con la sua intelligenza e con il suo lavoro”.
Lo ha detto Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, nel corso della manifestazione nazionale ‘Lavoro, Pace, Ambiente, Welfare, Costituzione: Insieme sulla Via Maestra’, organizzata dalla Cgil oggi a Roma.
“Basta fare un paragone- ha continuato Landini- 4 anni fa si stava meglio o si stava peggio? Credo sia sotto gli occhi di tutti quello che sta succedendo oggi in tutto il paese: dagli agricoltori, ai trasportatori, ai lavoratori che devono scendere in piazza loro per difendere le industrie, come è successo per per l’Elettrolux, agli studenti che stanno dicendo che le scuole gli cadono in testa, che vogliono poter studiare. E soprattutto c’è un punto di fondo: che l’unico vero investimento che questo governo sta facendo è quello sulle armi, mentre noi abbiamo bisogno che la sicurezza sia la sanità che funzioni, la scuola che funzioni, il lavoro che faccia vivere le persone. Quindi è chiaro che c’è la necessità di un cambiamento radicale delle politiche economiche e sociali che stanno portando il nostro paese a sbattere”. “Noi parliamo a tutto il paese- ha detto ancora Landini- noi non siamo qui per rappresentare una parte, abbiamo l’ambizione di rappresentare tutto il paese e soprattutto di rappresentare quella parte del paese che con il suo lavoro e con la sua intelligenza lo tiene in piedi questo paese. Ma soprattutto l’elemento di oggi è quello di dare un futuro a questo paese.
Quindi di saper ascoltare le nuove generazioni che in questi anni, in queste settimane, ci stanno dicendo che loro così non vedono un futuro e che il loro futuro significa sapersi ascoltare e cambiare, non investire in armi ma investire in scuola, in sanità. Per fare questo bisogna combattere le diseguaglianze, bisogna andare a prendere i soldi dove sono, a partire da un sistema fiscale che la smetta di tassare e tartassare solo i lavoratori dipendenti e i pensionati, ma vada a prendere i soldi dove sono per fare quelle cose che sono necessarie. Questo sta venendo avanti non solo in Italia ma anche in Europa e noi vogliamo essere come sindacato, come organizzazione sindacale, a disposizione di questo processo democratico, di partecipazione democratica che chiede un cambiamento”.
“A me- ha continuato- interessa se aumenta il salario oppure no, se la sanità funziona e le liste d’attesa si riducono, mi interessa se i giovani anziché andare via dall’Italia possono rimanere qui a usare la testa. Mi interessa se finalmente si fanno pagare le tasse sui profitti e sulle rendite finanziarie, mi interessa se si cambia la condizione materiale, di vita e di lavoro delle persone, se si smette di morire sul lavoro come sta succedendo da anni. A me interessa questo. Poi quelli che sono d’accordo con queste proposte le assumano, ma noi non siamo qui, insisto, per rappresentare una parte. Noi siamo qui per dare voce alla maggioranza di questo Paese che non ne può più e che chiede un cambiamento. Noi siamo qui per unire, non per dividere, soprattutto per unire e metterci a disposizione dei giovani e delle nuove generazioni”.
Per quanto riguarda la manovra, Landini ha poi detto, rispondendo alle domande dei giornalisti: “Mi sembra che per quello che vediamo finora faccia abbastanza schifo, perché non sta dando le risposte che debbono essere date. Quando si parla di fiscal drag, che la gente non capisce cosa sia, io dico un dato molto preciso, così è chiaro: i lavoratori dipendenti e pensionati, pagando l’Irpef, pagandoli alla fonte, sono quelli che tengono in piedi questo paese. E se non si interviene per rivalutare le detrazioni e rivalutare gli scaglioni mentre cresce l’inflazione, anche quest’anno lavoratori dipendenti e pensionati pagano 4 miliardi e mezzo di tasse che non dovrebbero pagare. Noi chiediamo che quei 4 miliardi e mezzo rimangano in tasca dei lavoratori e dei pensionati, non che vengono rapinati dal governo un’altra volta per poi fare marchette elettorali o per fare altre cose che non servono. Vuol dire qualche centinaio di migliaia di euro che rimane in tasca a chi ne ha bisogno. Dentro la legge di bilancio l’unica cosa che io capisco con chiarezza è che 14 miliardi verranno spesi in armi. Non è quello di cui abbiamo bisogno, proprio il contrario. La sicurezza non è armarsi, la sicurezza è far funzionare le cose, avere uno stato sociale, avere un lavoro. Questa è la sicurezza che noi vogliamo”.
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