ROMA – “Gli stabilimenti di Taranto e di Genova non chiudono e continuano a produrre. Lo stabilimento di Novi Ligure non sarà soggetto a chiusura. A questo fine è stato attivato un piano di intervento volto a contenere gli effetti della contrazione produttiva, salvaguardare il più possibile i livelli occupazionali e tutelare l’indotto”. È quanto si legge in una nota stampa dei commissari straordinari, Giancarlo Quaranta, Giovanni Fiori e Davide Tabarelli, di Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria.
La nota contiene le misure adottate per garantire la continuità produttiva e occupazionale degli stabilimenti di ADI.In dettaglio, a Taranto lo stabilimento prosegue l’attività produttiva. I commissari hanno avviato con alcune principali imprese siderurgiche italiane un accordo per l’attività di “laminazione conto Terzi”. L’attività ha già portato alla sottoscrizione, con tre Società, di ordini per la laminazione conto terzi di circa 365.000 tonnellate di bramme.
Conseguentemente, i commissari hanno già richiamato il personale degli impianti marittimi e del trasporto ferroviario. Il programma prevede il richiamo dalla CIGS del personale di esercizio e manutenzione del Treno Nastri 2 nei primi giorni di novembre, la laminazione dal 10 novembre al 14 dicembre e la messa in sicurezza degli impianti entro il 19 dicembre. Una seconda fase è programmata dal 7 gennaio 2027 per tutto il mese, e si sta lavorando per ampliare gli ordini e definire accordi con altri operatori per l’intero primo semestre 2027.
Anche lo stabilimento di Genova non chiude e, sottolinea la nota, “non cessa la produzione”. Le linee di zincato, decapato e banda stagnata, è spiegato, proseguono la lavorazione, con l’impiego delle maestranze, fino a fine novembre 2026. Parallelamente, sul modello di Taranto, i commissari conducono trattative avanzate con operatori esterni per accordi commerciali, anche di “laminazione conto Terzi”, a sostegno delle stesse linee; la finalizzazione è prevista entro circa dieci giorni. Gli accordi assicureranno allo stabilimento una fornitura di 35.000 tonnellate mensili di coils (25.000 per zincato e decapato e 10.000 per banda stagnata), con il richiamo del personale necessario a partire dall’11 gennaio 2027.Tra l’esaurimento dei coils oggi disponibili, a fine novembre, e l’avvio della “laminazione conto Terzi” vi sarà quindi soltanto una sospensione tecnica temporanea di alcune settimane, e del tutto analoga a quella prevista per Taranto nel periodo delle festività. Non si tratta di una chiusura, né di una cessazione dell’attività: al termine di questa breve pausa le linee di Genova riprenderanno regolarmente a produrre.
Infine, la questione di Novi Ligure. I commissari, si legge ancora nel comunicato, “sono pienamente consapevoli delle difficoltà affrontate dai dipendenti e confermano il loro impegno ad individuare soluzioni analoghe a quelle attivate per Taranto e Genova. La principale criticità è oggi rappresentata dalla disponibilità di coils con caratteristiche idonee alla laminazione nel sito”. I commissari, “ritengono comunque che entro il primo trimestre del 2027 sarà possibile, ragionevolmente, trovare le medesime soluzioni già individuate per Taranto e Genova”.
“Accogliamo con soddisfazione l’impegno del governo e dei commissari a garantire la continuità produttiva e occupazionale degli stabilimenti ex Ilva, che consente alle lavoratrici e ai lavoratori di sospendere la mobilitazione di questi giorni. Lo stabilimento di Cornigliano non chiude e continuerà a produrre: è un grande risultato, merito della lotta, della determinazione, della compattezza e della dignità dimostrate ancora una volta dagli operai”. Lo dichiara la sindaca di Genova, Silvia Salis, a seguito della comunicazione dei commissari straordinari di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria.
“Tuttavia – ricorda la sindaca – siamo ancora lontani dalla fine di una partita che dura da troppo, troppo tempo e che ha già chiesto un prezzo altissimo ai lavoratori e al tessuto industriale. Il documento di oggi rappresenta un passo avanti importante per garantire la continuità produttiva, ma questo percorso deve portare al più presto alla conclusione della vendita dell’ex Ilva, alla certezza assoluta dei posti di lavoro, alla tutela integrale del salario e a un reale rilancio industriale dello stabilimento di Cornigliano e di tutto il comparto siderurgico del Paese, in maniera pienamente sostenibile”.”Genova e l’amministrazione comunale non abbassano la guardia – conclude Salis – continueremo a rimanere al fianco dei lavoratori, vigili e intransigenti, fino a quando il futuro produttivo e occupazionale della nostra città non sarà definitivamente messo in sicurezza”.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it


