TRIESTE – A oltre trent’anni dalla messa al bando, l’amianto continua a provocare malattie e morti. E mentre le vittime e le loro famiglie affrontano le conseguenze di esposizioni avvenute decenni fa, restano aperte le questioni della prevenzione, della tutela dei lavoratori e del diritto al risarcimento.Sono questi i temi al centro del convegno ‘Amianto: il materiale che continua ad uccidere’, promosso dall’associazione Eara (European Asbestos Risks Association) e Studio Legale Frisani, in programma giovedì 29 ottobre alle ore 10, presso la Sala Tessitori di piazza Oberdan 5 a Trieste, con l’Università degli Studi di Trieste e il Conapo, Sindacato Autonomo Vigili del Fuoco. L’iniziativa metterà a confronto rappresentanti delle istituzioni, medici, legali e rappresentanti dei lavoratori, con particolare attenzione alle testimonianze delle persone ammalate e dei loro familiari.
“Il nostro territorio conosce bene le conseguenze dell’amianto, che hanno segnato intere comunità e continuano a pesare sulla vita di tante famiglie. Come Eara crediamo sia fondamentale mantenere aperto il dialogo tra cittadini, istituzioni e realtà impegnate nella tutela della salute. Questo incontro vuole essere soprattutto un momento di ascolto, perché dietro ogni storia ci sono persone che chiedono attenzione, risposte e di non essere lasciate sole”, dichiara Albano Marusic, presidente Eara.Al centro del confronto anche la tutela legale delle vittime, spesso costrette ad affrontare percorsi complessi per ottenere il riconoscimento delle responsabilità e i risarcimenti.
“La messa al bando dell’amianto non ha cancellato i danni provocati dalla sua diffusione. Ancora oggi ci troviamo di fronte a persone che si ammalano dopo una vita di lavoro e che devono affrontare lunghe battaglie giudiziarie per ottenere ciò che spetta loro. Il diritto al risarcimento non può trasformarsi in un’ulteriore sofferenza per chi è già stato colpito dalla malattia. È una questione di giustizia, ma prima ancora di dignità”, sottolinea l’avvocato Pietro Frisani, dello Studio Legale Frisani.
Particolare attenzione sarà riservata ai rischi professionali dei Vigili del Fuoco, che durante gli interventi di soccorso possono entrare in contatto con materiali contenenti amianto. Sul tema interverranno anche il segretario generale del Conapo, Marco Piergallini, e il segretario generale aggiunto, Riccardo Boriassi.”I Vigili del Fuoco intervengono ogni giorno in situazioni di rischio, anche in ambienti nei quali possono essere presenti materiali contenenti amianto. È fondamentale che la tutela della loro salute non si limiti al momento dell’intervento, ma comprenda prevenzione, protezione e sorveglianza sanitaria nel tempo. Chi rischia la propria salute per salvare gli altri deve poter contare sulle massime garanzie”, afferma Marco Piergallini, segretario generale Conapo.
“Il rischio amianto non appartiene soltanto al passato. Servono formazione, strumenti di protezione adeguati e controlli sanitari nel tempo. La prevenzione deve essere una priorità concreta, non soltanto un principio”, aggiunge Riccardo Boriassi, segretario generale aggiunto Conapo.All’incontro parteciperanno anche Francesco Russo, vicepresidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia; Vito Totire, medico del lavoro; e Giorgio Sclip, referente per la formazione, la salute e la sicurezza dell’Università degli Studi di Trieste.Prevenzione, sorveglianza sanitaria, riconoscimento dei diritti e ascolto delle vittime sono le priorità che Eara e Studio Legale Frisani intendono riportare al centro del confronto pubblico, insieme alle istituzioni e ai rappresentanti dei lavoratori. Perché la battaglia contro le conseguenze dell’amianto è tutt’altro che conclusa.
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