REGGIO EMILIA – L’escalation dei prezzi dei carburanti e il suo impatto sui salari dei lavoratori alimenta la tensione nelle fabbriche metalmeccaniche reggiane. A farsi portavoce del “grido di rabbia” dei lavoratori è la Fiom-Cgil provinciale che, forte della mobilitazione verso la manifestazione nazionale di sabato a Roma (“La Via Maestra”), lancia un ultimatum a Governo e realtà produttive del territorio. In mancanza di misure strutturali per arginare l’erosione del potere d’acquisto delle famiglie, il sindacato non esclude infatti di avviare una consultazione capillare nelle assemblee di fabbrica per richiedere direttamente alle imprese del territorio con bilanci in attivo un contributo economico straordinario di sostegno per i propri dipendenti.
Ad annunciare l’iniziativa è il segretario generale Simone Vecchi, che stamattina ha riunito nel cortile della Camera del lavoro di via Roma un centinaio di delegati delle “tute blu”, in rappresentanza di oltre 20.000 metalmeccanici. “Riportiamo un grido di rabbia per l’impennata dei costi della benzina che negli ultimi mesi è diventata sempre più insopportabile, anche perché si tratta di un costo insopprimibile per le persone che per vivere devono andare a lavorare”, spiega Vecchi.
“MISURE INUTILI DAL GOVERNO, OPPOSIZIONE NULLA E LA BALLA DI MARKETING ENI”
“Come al solito però- continua il segretario- noi guardiamo le cause che risiedono in una speculazione da parte delle case petrolifere per la guerra, perché la benzina che oggi noi compriamo al distributore è stata prodotta da un petrolio che è stato comprato un prezzo inferiore di quello che c’è oggi sul mercato”. Il segretario della Fiom reggiana punta poi il dito contro la politica definendo le misure del Governo “inutili” e l’opposizione “non pervenuta” su questa partita. Ugualmente Vecchi definisce il ribasso dei prezzi praticato da Eni “un falso storico” e “una balla di marketing”, perché “il tetto dei due euro fissato per la benzina è superiore al prezzo dell’anno scorso che era di 1,75 euro al litro”. In risposta a questa situazione la Fiom, con la manifestazione nazionale di sabato, “chiede di applicare la Costituzione, che permette il blocco dei prezzi della benzina e del gasolio”.
Tra le richieste del sindacato anche “la tassazione dei profitti in generale, non solo degli extra profitti” e la creazione di un sistema fiscale realmente progressivo. Parola d’ordine “redistribuzione”, quindi. “Se il Governo non dovesse dare risposte- conclude Vecchi- andremo in quelle imprese del territorio che continuano a fare utili e proveremo anche a chiedere un contributo aggiuntivo per dare un po’ di ossigeno ai lavoratori”.
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