Un’azienda nata nella Sicilia di fine anni ‘50 è tra i leader mondiali nel settore dei fluidi di perforazione. E non è finita qui
Com’era la Sicilia all’alba degli anni ‘60? Piena di voglia di crescere e di partecipare alla rinascita italiana. Ed è proprio in quegli anni che nasce la Newpark Drilling Fluids, di cui ci parla il vice presidente Europa Fabio Salierno: «la compagnia è nata grazie all’intraprendenza di una famiglia siciliana che vide nel nascente settore petrolifero in Sicilia un’opportunità di vendere dei prodotti locali. Nel tempo si è ampliata, aggiungendo prodotti di sempre maggiore valore e diversificando il portafoglio, includendo anche apparecchiature e ingegneria. È stata la sola azienda italiana riuscita ad entrare in questo mercato».
Quali prodotti e servizi offrite anche oggi alla vostra clientela?
«Inizialmente dei prodotti estremamente semplici, addirittura delle argille, dei prodotti agricoli utilizzati in ambito petrolifero. Adesso abbiamo una vasta gamma di prodotti chimici per fare i fluidi di perforazione, una parte fondamentale, che spesso determina il successo o l’insuccesso dell’operazione. Abbiamo sia personale amministrativo sia tecnici specializzati che lavorano direttamente nei cantieri di perforazione, siano questi a terra o siano questi a mare».
Quali sono i vostri punti di forza?
«Il nostro punto di forza è la qualità del servizio che offriamo al cliente. Gran parte dei nostri competitor sono delle grandi compagnie multinazionali, multi-servizio. Noi, invece, essendo focalizzati solo sul nostro core business dei fluidi di perforazione, riusciamo a dare un servizio, un’attenzione al cliente, una tecnologia focalizzate. Infatti siamo quasi sempre market leader nei mercati di riferimento in Europa».
La pandemia è stato un periodo di crisi anche per voi?
«È stato per noi un momento estremamente complicato, perché in molti Paesi in cui lavoriamo l’attività si è completamente fermata, ma l’internazionalizzazione fatta nel passato ci ha permesso di sfruttare il nostro personale, i nostri prodotti e i nostri equipment dove l’attività era proseguita, come in Kuwait, in Algeria, in Montenegro. Poi c’è stata anche la crisi logistica, con il conseguente sbalzo dei prezzi. Nel nostro settore abbiamo spesso contratti a lungo termine, con prezzi fissi: è stato un altro momento di estrema difficoltà. Fortunatamente alcuni clienti lungimiranti ci hanno aiutato e la diversificazione in varie aree del mondo ci ha permesso di superare anche questo momento senza ridurre la nostra struttura, né in termini di persone, né in termini di facilities e di equipment. E, nel 2023, non solo abbiamo superato i valori del 2019, ma è stato l’anno record».
Qual è la vostra filosofia aziendale?
«Mi piace pensare che sia ancora quella della famiglia siciliana che ha iniziato: di crescita, di crescita continua. Noi abbiamo iniziato in Italia, ma in brevissimo tempo ci siamo espansi prima nell’alveo del Mediterraneo, poi ci siamo espansi in tutta l’Europa e, a partire dal 2013, abbiamo cominciato anche a lavorare nel mercato di riferimento, con operazioni prima in Kuwait, poi in Oman e in Arabia Saudita. Per noi è motivo d’orgoglio. Questo ci permette di ottimizzare sia l’uso dei nostri prodotti, sia il nostro personale, che può essere utilizzato anche all’estero, per sfruttare l’esperienza acquisita in Italia per far migliorare anche altri Paesi. Negli ultimi anni ci stiamo molto impegnando nel welfare, cercando di proporre sempre delle soluzioni innovative per migliorare il modo di lavorare in azienda».
E per quanto riguarda l’ambiente?
«Siamo sempre più attenti, proponendo dei sistemi e dei prodotti che siano sempre meno impattanti ma soprattutto impegnandoci sempre di più fuori dall’ambito prettamente petrolifero. Da un lato nei sistemi geotermici, un modo per ottenere elettricità e acqua calda in modo sostenibile e rinnovabile: è un tipo di energia molto localizzata e può aiutare le comunità dove si fanno queste operazioni. Dall’altro c’è un’altra attività che l’ENI, nostro cliente di riferimento in Italia e nel mondo, ha già sviluppato in Inghilterra e svilupperà presto in Italia, quella della cattura e dello stoccaggio della CO2».
Dall’argilla allo stoccaggio di CO2: il percorso della Newpark Drilling Fluid racconta un capitolo della grande storia dell’imprenditoria italiana. E ci sono ancora molte pagine da scrivere.