Un mix di saperi antichi, nuove tecnologie e ispirazione a tutto campo, ecco come nascono gli imbottiti Dema

Negli anni Sessanta nella provincia di Firenze è nata Dema, una realtà d’eccellenza nel mondo degli imbottiti come raccontano l’amministratore delegato Andrea Borracchini e il direttore artistico, l’architetto Simone Cellitti

Andrea Borracchini, qual è la storia di Dema?

«Dema nasce dalla passione di mio padre per il mondo del divano, dell’imbottito che, sul finire degli anni ‘60, venivano costruiti manualmente, in maniera artigianale, con l’imbottitura a molle. Con il passare del tempo il prodotto e la realizzazione dello stesso sono cambiati. A non cambiare è stata invece la passione che mio padre ha trasmesso a me e che tutt’ora mi anima. Una passione che si lega anche al territorio: parliamo di prodotti “Made in Tuscany” non Made in Italy, perché da sempre l’azienda crea il prodotto sul territorio a KM0».

Quali sono i prodotti e i servizi che offre Dema, Simone Cellitti?

«I nostri prodotti fanno riferimento al mondo dell’interior design, dai divani componibili, versatili, flessibili e caratterizzati da una tecnologia particolarmente evoluta, fino a tavolini e complementi che completano la collezione. I nostri servizi sono rivolti ad almeno quattro utenti di riferimento: il cliente privato, al quale diamo la massima personalizzazione possibile per poter esprimere nel miglior modo il prodotto secondo le sue caratteristiche; i dealer in tutto il mondo, a cui viene offerto il servizio completo che va dalla progettazione fino al marketing, con assistenza e supporto alla comunicazione del prodotto; i professionisti, come gli architetti ad esempio: dato che siamo un’azienda che produce tutto internamento siamo in grado di customizzare un prodotto secondo le esigenze di progetto. Infine, stiamo sviluppando collaborazioni con i grandi player del mercato immobiliare operando come General Contractor per offrire un servizio chiavi in mano».

Quali sono i punti di forza dell’azienda, Andrea Borracchini?

«Il principale è la possibilità di seguire il cliente a 360°. Il prodotto viene costruito pensando all’utilizzo che ne verrà fatto e su questo possiamo offrire la nostra garanzia. L’80% dei nostri prodotti ha un’anima in metallo che garantisce una durabilità che non ha pari. Miriamo a offrire un prodotto artigianale e un design di qualità e che duri nel tempo, come ad esempio il nostro Rataplan, presentato negli anni ‘70 al MOMA di New York e non solo ancora richiesto ma di tendenza».

Simone Cellitti, cosa differenzia Dema dai competitor?
«Oltre alla produzione interna e alla nostra artigianalità, a fare la differenza è anche la nostra forte connessione con le tecnologie. L’apporto tecnologico è un valore non comune sugli imbottiti, mentre in Dema possiamo avvalerci di meccanismi mobili, sistemi particolarmente evoluti e c’è grande attenzione nella ricerca e nello sviluppo tecnologico. Siamo una delle poche aziende, nel campo degli imbottiti in Italia, a disporre di uno stampaggio interno e questo ci garantisce una forma costante nel tempo e indeformabile. Questa è la vera differenza, l’utilizzo di tecnologie sofisticate attraverso artigianato e tradizione».

E avete apportato negli ultimi anni un’innovazione in particolare?

«L’azienda sta facendo molta ricerca da un punto di vista della connessione con altre discipline. Nel 2024 abbiamo partecipato a una performance attraverso la manifestazione di B-CAD alla Nuvola di Roma. Moda e arte in questo caso sono divenute  fonti di ispirazione ed imprescindibili. L’Arch.Daniela Covato ha costruito una Regia affidando un disegno all’artista Roberto Giglio, con la partecipazione di Save the Children. L’elaborato fatto con i ragazzi  è stato tradotto in tessuti con il coinvolgimento dell’istituto di moda LBAlberti di Roma, che in seguito ha realizzato i vestiti presentati attraverso una sfilata. I tessuti sono poi stati utilizzati per rivestire sedute, un progetto importante e totalmente sostenibile di cui siamo molto fieri. Anche la sostenibilità è un tema sensibile e sul quale l’azienda è presente, infatti in questo campo la ricerca e lo sviluppo sui materiali sono fondamentali».

Una realtà che ha saputo adattarsi alle sfide della modernità senza però dimenticare le tecniche e le maestranze di una volta, con lo sguardo verso il futuro e, chissà, magari un domani anche gli astronauti si troveranno a viaggiare accolti da una seduta Made in Tuscany, Made in Dema.