Oltre alla sostenibilità la sfida dell’azienda made in Romagna è quella di restituire la gioia della moda anche alle curvy size

Dietro ogni impresa di successo c’è un percorso fatto di intuizione, coraggio e valori che resistono al tempo. È il caso di Albert Srl, azienda artigianale che affonda le sue radici nel maglificio di famiglia e che, con il passare degli anni, è diventata un punto di riferimento nella moda curvy. A raccontarci questa evoluzione è lo stilista Alberto Cacciari, che dagli anni ’80 crea collezioni pensate per valorizzare ogni donna, in tutta Italia.

Ci racconti la storia dell’azienda.

«La storia ha inizio con mio padre, che aveva un maglificio e serviva tantissime aziende fin dagli anni ‘70. Quando io, che sono il primo di sei figli, sono stato abbastanza grande da lavorare papà ha deciso di reinventarsi come venditore diretto dei suoi prodotti, anziché venderli a competitor vicini. Era il 1984 e inizialmente non è stato facile, è stato un salto nel vuoto fatto senza un’idea precisa, senza peculiarità che potessero fare la differenza fin da subito. La vera svolta è arrivata nel 2000 quando ho capito, andando sempre più spesso nei vari punti vendita, di quanto i capi di quelle che all’epoca si chiamavano ancora “taglie forti” avessero lo scopo di nascondere i corpi. Erano capi tristi, neri, blu, che non impreziosivano affatto chi li indossava. Così abbiamo deciso di iniziare con la maglieria pensata per le curvy size e poi abbiamo ideato e prodotto una collezione. Il nostro slogan era: vestiti di emozioni ed era proprio questo lo scopo, far emozionare anche chi avesse delle taglie un po’ più morbide con dei capi allegri, belli e non che andassero a coprire e nascondere. La soddisfazione maggiore era incontrare le donne che indossavano quei capi perché trasmettevano proprio quella gioia di indossare capi che amavano. Nel 2011 abbiamo deciso anche di creare un catalogo che fosse reale, per taglie reali, non solo quelle delle modelle. Abbiamo scelto ragazze normali, della porta accanto, anzi, del nostro stesso laboratorio di produzione in Romagna. Il catalogo era reale, con persone e taglie reali, ed era quello che volevamo trasmettere».

Quali sono i vostri punti di forza?

«Innanzi tutto, l’artigianalità. Noi produciamo tutto in Italia, anzi, diciamo di creare prodotti “made in Romagna” non solo in Italy. Non prendiamo capi già fatti da altre zone. In questo momento c’è un grosso problema con il fast fashion, quello delle grandi aziende che producono tantissimi capi che spesso rimangono invenduti e ci si trova davanti a un consumo inquietante sia per la produzione sia per lo smaltimento. I capi invenduti poi finiscono in Paesi più poveri e inquinano veramente larghissime parti del pianeta. Noi ci opponiamo a questo modello, la nostra artigianalità è quasi fatta su richiesta, producendo pochi capi per evitare di inquinare inutilmente. Si produce il giusto, insomma. Un altro punto di forza è l’attenzione che ci mettiamo all’incontro con il cliente. Ascoltare consigli e chiedere anche quali capi produrre. L’incontro con le clienti ci dà modo di capire cosa realmente le persone vogliono e costruire capi in base a questi suggerimenti».

Qual è il futuro che intravede all’orizzonte?
«Vorremmo creare un rapporto ancora più forte e diretto con la nostra community, appunto per poter avere uno scambio e offrire quello che i nostri clienti preferiscono. Lo scambio che abbiamo nel nostro punto vendita è fondamentale. L’obiettivo quindi per il futuro, ma un futuro vicinissimo, è quello di avere sempre più scambi di opinioni e accogliere ogni suggerimento utile a creare le nostre emozioni da indossare».

L’attenzione al cliente e l’attenzione all’ambiente, alla sostenibilità, sono le peculiarità dell’azienda di Alberto Cacciari, ma non solo. L’azienda è attenta anche al benessere di lavoratori e lavoratrici, con un’etica basata sull’evitare lo sfruttamento e orientata al giusto compenso e alla produzione giusta per quantità e qualità, per i lavoratori e per i clienti. Per delle emozioni da creare e indossare.