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La Procura di Perugia ha chiesto di confermare la condanna di primo grado. Riaperta l’istruttoria per il reato di violenza sessuale

Conferma della condanna all’ergastolo: è questa la richiesta della Procura generale di Perugia avanzata davanti alla Corte d’Assise che sta affrontando il secondo grado del processo nei confronti di Innocent Oseghale, il 32enne nigeriano accusato di aver ucciso Pamela Mastropietro.

La Corte di Assise di appello di Perugia ha inoltre accolto la richiesta della Procura e deciso un’integrazione dell’istruttoria nel processo di appello bis relativamente all’aggravante della violenza sessuale nei confronti di Innocent Oseghale. Saranno quindi sentiti i due testimoni proposti dall’accusa in merito all’accusa di violenza sessuale nei confronti della ragazza. I testimoni sarebbero due uomini con cui la vittima avrebbe avuto rapporti sessuali dopo essere scappata dalla comunità terapeutica dove si trovava, prima di incontrare Oseghale.

Mentre la Procura sostiene che sia “certa” la la violenza sessuale, alla luce di una pluralità di elementi logici e documentali e testimonianze, la difesa chiede l’assoluzione di Oseghale dal reato.

I due uomini con cui Pamela avrebbe avuto dei rapporti protetti saranno sentiti il 25 gennaio.

La famiglia di Pamela Mastropietro ha dichiarato: «ce lo aspettavamo visto che c’era una richiesta della procura generale su interpretazione del dettame della Cassazione. Il problema è alla radice, non si doveva arrivare a questo punto: oggi si viene condannati per una pacca sul sedere mentre nel caso di Pamela non si sa cosa ci sia ancora da accertare. Ci sorprende che si voglia ancora approfondire questo singolo aspetto della vicenda quando due Corti di Assise, in primo e secondo grado, hanno già accertato la violenza sessuale».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/FABIO FALCIONI