ANSA/ARCHIVIO/ANDREA LASORTE/i52

La Procura di Trieste tornerà a indagare sui casi di esplosivi che terrorizzano Veneto e Friuli negli anni 1990 e 2000

La Procura di Trieste riaprirà le indagini sul caso Unabomber, operativo tra il 1994 al 2006. Lo annunciano i quotidiani del gruppo Gedi Il Piccolo e Messaggero Veneto citando le dichiarazioni del procuratore capo Antonio De Nicolo.

Dopo 16 anni dall’ultimo attentato, infatti, la magistratura ha deciso di accogliere una istanza presentata dal giornalista Marco Maisanoe da due donne vittime di Unabomber, Francesca Girardi e Greta Momesso (la prima raccolse il pennarello esplosivo sul greto del Piave perdendo un occhio e tre dita, la seconda rimase ferita alla mano dalla candela bomba nel duomo di Motta di Livenza).

Il nuovo fascicolo sarà coordinato da De Nicolo e il pm Federico Frezza, ultimo pm a essersi occupato del caso, e prenderà le mosse da un capello bianco su un uovo rimasto inesploso comprato in un supermercato di Portogruaro e alcuni peli in un reperto – sempre inesploso – in un vigneto a San Stino di Livenza.

Il termine “Unabomber” venne coniato dalla stampa italiana riprendendo il soprannome del criminale, terrorista, matematico ex accademico statunitense Theodore John Kaczynski, detto Ted, che agiva inviando pacchi postali esplosivi. In quasi 18 anni uccise tre persone e ne ferì altre 23.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/ARCHIVIO/ANDREA LASORTE/i52