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Nelle zone liberate di Kharkiv, Donetsk e Kherson sono stati rinvenuti oltre 700 corpi

Al 270esimo giorno di guerra nessun passo in avanti sui negoziati è all’orizzonte, perlomeno nell’immediato. Lo conferma il principale consigliere della Presidenza ucraina Mykhailo Podoliak che respinge al mittente quelli che definisce i “bizzarri” tentativi dell’Occidente di spingere Kiev verso un dialogo con Mosca, soprattutto in un momento di relativa superiorità militare della resistenza ucraina.

«Quando hai l’iniziativa sul campo di battaglia – ha spiegato Podoliak – è un po’ strano ricevere proposte come questa: comunque non potrete fare tutto con mezzi militari, fate i negoziati».

Gli fa eco il presidente Zelensky: «ciò significa che il Paese che attacca, che recupera i suoi territori, deve capitolare davanti al Paese che sta perdendo».

Intanto l’esercito di Mosca è tornato a bombardare la centrale atomica di Zaporizhizhia. La notizia è stata annunciata dall’operatore ucraino Energoatom e confermata dagli operatori in loco dell’Aiea che parlano di “una decina” di “presunti bombardamenti” tra la notte scorsa e oggi.

«Alcuni edifici, sistemi e attrezzature del sito sono stati danneggiati, ma finora nessuno cruciale per la sicurezza nucleare» riferiscono dall’agenzia, dalla quale si alza anche l’appello del direttore Grossi: «chiunque ci sia dietro, deve fermarsi immediatamente. State giocando con il fuoco!» scrive su Twitter.

Il capo dell’Aiea è tornato a invocare un accordo per una zona di sicurezza e protezione nucleare attorno alla centrale: «non mi arrenderò fino a quando questa zona non sarà diventata realtà».

È affidata a Telegram l’ennesima provocazione del vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev che, replicando alle richieste ucraine di riconsegnare la Crimea, afferma che Kiev “è solo una città russa, in cui si è sempre pensato e parlato russo“. Sarebbero quindi gli ucraini a dover riconsegnare la città a Mosca.

Kiev è infatti storicamente “la capitale degli antichi Rus“, prosegue Medvedev facendo riferimento alle popolazioni che nel Medioevo abitavano le regioni di Ucraina, Russia e Bielorussia, ed è sempre stata una “grande piccola città russa all’interno dell’Impero russo“, nonché “capitale repubblicana all’interno dell’Urss“.

Bollettino: le vittime della ritirata

Dopo la ritirata degli occupanti, si contano le vittime. In base ai dati riferiti dal Kyiv Independent, che però non precisa se si tratti di un bilancio complessivo o meno, nelle zone liberate di Kharkiv, Donetsk e Kherson sono stati rinvenuti oltre 700 corpi. Il procuratore generale Andriy Kostin sostiene che quasi il 90% di queste vittime siano civili.

Il Ministero della Difesa britannico ha comunque riferito che la ritirata della Russia da ovest di Kherson “è stata condotta in un ordine relativamente migliore rispetto alle precedenti grandi ritirate russe durante la guerra“, un “relativo successo” probabilmente dovuto anche a un “comando operativo unico e più efficace sotto la guida del generale Sergei Surovikin. Tuttavia, la forza rimane lacerata da una scarsa leadership a livello medio e giovane e da una cultura dell’insabbiamento“.

Il ministero della Difesa ucraina ha respinto le accuse russe in merito alle immagini di soldati russi freddati dalle forze di Kiev. Secondo il difensore civico ucraino Dmytro Lubinets i video che testimoniano gli omicidi dei soldati che si erano ritirati sarebbero stati estratti e montati per creare “una messinscena”.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/MIKHAIL METZEL / SPUTNIK / KREMLIN