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Dopo le durissime reazioni europee e non solo l’Egitto cede sui fondi per i danni climatici

Dopo la durissima reazione dell’Unione Europea, nella persona del suo vicepresidente Frans Timmermans, all’assenza nel testo iniziale di accenni a fondi per i paesi compliti da calamità climatiche, un nuovo testo ha visto la luce alla Cop27 di Sharm-El-Sheikh. È infatti stata redatta e diffusa dalla Presidenza egiziana una nuova bozza di documento finale sui ristori per le perdite e i danni del cambiamento climatico.

I Paesi più ricchi, guidati da Europa e Stati Uniti, Usa e quelli emergenti e in via di sviluppo guidati dalla Cina, hanno concordato di istituire il fondo “loss and damage” per riparare alle perdite causate dal riscaldamento globale nei Pesi vulnerabili. Un accordo che, però, il presidente francese C Emmanuel Macron ha definito” insufficiente”.

Manca ancora l’approvazione definitiva, che dovrebbe arrivare entro domenica 20 novembre. Verrà, inoltre, nominata una commissione di esperti, che porterà il progetto del fondo alla prossima Cop28 di Dubai nel 2023.

Il testo prevede di aggiornare gli strumenti per gli aiuti esistenti (come chiedono Usa e Ue) e di istituire un nuovo fondo (come chiedono G77+Cina). Si prevede anche di creare un Comitato transitorio che presenti il progetto del fondo alla Cop28 del 2023. Un passo avanti rispetto a questa mattina, quando l’Unione Europea aveva minacciato di lasciare il tavolo se non fossero stati inseriti finanziamenti ai paesi che soffrono i danni dei cambiamenti climatici. Ancora troppo poco secondo gli attivisti, anche oggi davanti alla sede della conferenza per protestare contro quello che definiscono un evento di mero greenwashing.

 Nel pomeriggio, stando a quanto riferito dall’ANSA, sarebbe stato raggiunto un accordo sul fondo per i ristori delle perdite e i danni del riscaldamento globale; il documento finale, però, non è ancora chiuso.

Secondo la fonte ascoltata dall’agenzia, l’Unione europea chiederà ancora qualche miglioramento sulla mitigazione del cambiamento climatico (cioè per il taglio delle emissioni di gas serra e il mantenimento del riscaldamento globale entro 1,5 gradi dai livelli pre-industriali). Alle 21 ora locale (le 20 in Italia) è prevista un’assemblea plenaria.

di: Caterina MAGGI

FOTO: EPA/SEDAT SUNA