L’impavido animale ha cercato di opporsi al trasferimento, organizzato dagli occupanti

Tutto ha inizio nei giorni scorsi. quando le truppe russe si preparavano a trasferirsi sulla sponda sinistra del fiume Dnipro e a ritirarsi dalla città di Kherson. Gli occupanti hanno deciso di trasferire gli animali dello zoo cittadino, a loro dire per tutelare gli ospiti del parco dal rischio di un allagamento, causato dal pericolo di bombardamenti ucraini sulla vicina diga della centrale idroelettrica di Kakhovskaya. Il post di Anna Dolgaryova, una blogger filorussa dedita alla propaganda, però, a fatto dubitare delle buone intenzioni dei soldati: avrebbe infatti scritto su Twitter: “Mi chiedono buone notizie da Kherson ma in realtà l’unica buona notizia è che un mio amico è riuscito a rubare un orsetto lavatore dallo zoo della città“. Ma l’occupante non aveva fatto i conti con il protagonista della vicenda (e con l’inesauribile riserva di inventiva dei creatore di meme).

In un video infatti il procione lotta per la libertà, aggrappandosi a oggetti fino ad essere afferrato per la coda ed essere sbattuto con poca grazia (e una certa dose di esasperazione) dal militare russo in una gabbietta. Le immagini hanno fatto il giro del web scatenando l’entusiasmo, lo spirito patriottico e la fantasia di decine di creatori di meme ucraini. Così si è iniziato a vedere fotomontaggi dove il procione è ritratto come eroe nazionale, altre in cui il suo muso peloso è sostituito dal ghigno indomito di Rocket, il procione co protagonista di Guardiani della Galassia. Fino all’amara ironia con cui alcuni ucraini invitano i russi a rubare, invece che le lavatrici che a quanto pare sono un genere particolarmente apprezzato durante le razzie degli occupanti, un orsetto lavatore. Sul web si possono trovare addirittura post che comparano le prestazioni di lavaggio del procionide rispetto all’elettrodomestico.

Tra il serio e il faceto, la speranza degli ucraini e degli animalisti (ma ormai un po’ di tutto il popolo del web) è che l’impavido procione torni sano e salvo a casa.

di: Caterina MAGGI

FOTO: TWITTER/MICHAEL VASILEV