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Bombardamenti a Rubizhne e Kremennaya. L’Onu ha denunciato torture e maltrattamenti ai prigionieri sia in Russia sia in Ucraina

A Ginevra l’Onu ha denunciato che numerosi prigionieri di guerra subiscono torture, maltrattamenti e umiliazioni. Sia in Russia sia in Ucraina la situazione dei prigionieri di guerra è drammatica, nonostante entrambi i Paesi siano parti della Terza Convenzione che ne stabilisce il trattamento. La notizia è stata diffusa da Matilda Bogner, la donna a capo della Missione Onu di monitoraggio dei diritti umani,

Secondo i dati del rapporto dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani dal 24 febbraio in Ucraina sono stati uccisi 6.557 civili e altri 10.074 sono rimasti feriti, l’Alto commissariato precisa però che il numero delle vittime potrebbe essere molto più alto a causa di numerose informazioni ancora non verificate e di dati non ancora giunti all’Onu.

Intanto a Bali al G20 i leader del mondo stanno discutendo della situazione ucraina, mentre il presidente russo Putin, che non ha partecipato al vertice indonesiano, afferma che i “tentativi di alcuni Paesi di riscrivere la storia del mondo diventano aggressivi e mirano a indebolire la Russia”.

Dal fronte

Secondo quanto riportato dal capo dell’amministrazione militare regionale di Lugansk Serghei Gaidai su Telegram nel Lugansk stanno avvenendo bombardamenti pesanti in particolare a Rubizhne e Kremennaya, “ciò suggerisce che la linea del fronte si sta gradualmente spostando verso le nostre principali città“, spiega Gaidai.

Colpita anche Leopoli: secondo quanto scritto su Telegram dal sindaco della città, Andriy Sadovy, si sentono esplosioni e “parte della città è senza elettricità”. Il sindaco ha invitato i cittadini a stare “tutti al riparo”.

Secondo il servizio stampa russo, a Novaya Kakhovka, nel Kherson, i russi hanno lasciato la città a causa dei bombardamenti delle forze ucraine, trasferendosi in aree più sicure della regione. “Novaya Kakhovka è stata sottoposta al fuoco diretto dell’artiglieria e dei mortai ucraini di grosso calibro. Il fuoco indiscriminato proveniente dalla sponda occidentale del Dnieper ha reso la vita della città insicura”.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: EPA/SERGEI ILNITSKY