EPA/DANIEL IRUNGU

I grandi mammiferi sempre più minacciati dalla penuria d’acqua causata dall’uomo, è allarme in Africa

Oltre 200 elefanti e centinaia di zebre e gnu sono morti, vittime della peggiore siccità in oltre 40 anni della Storia del Kenya. Lo ha riferito la ministra del turismo kenyota venerdì, al margine di una conferenza stampa. Non solo fauna però. Almeno quattro milioni su 50 della popolazione del Paese, corrispondenti grosso modo a metà delle regioni del Kenya, stanno soffrendo a causa della mancanza d’acqua. Un bilancio catastrofico, dovuto in larga parte all’Uomo che, con il cambiamento climatico, ha accorciato il periodo della stagione delle piogge, mentre con lo sfruttamento del suolo ha privato il territorio di preziose risorse per il drenaggio delle acque piovane: gli alberi.

«La siccità ha causato una vasta mortalità della fauna selvatica, specialmente delle specie erbivore» ha riferito la ministra kenyota del turismo Peninah Malonza a Nairobi durante il punto stampa, aggiungendo che almeno 14 specie risultano particolamente colpite dalla catastrofe climatica. «La mortalità – aggiunge – è notevolmente incrementata a causa della mancanza di cibo tanto quanto per l’assottigliarsi delle risorse idriche». Tra Febbraio e Ottobre, secondo le fonti ufficiali, sarebbero stati registrati i decessi di almeno 205 elefanti, 512 gnu, 381 zebre, 12 giraffe e 51 bufali. I più colpiti gli elefanti della regione di Amboseli e Laikipia-Samburu, dove almeno 70 pachidermi sono deceduti.

Almeno quattro stagioni delle piogge sono mancate all’appello in Kenya, Somalia ed Etiopia e lungo tutto il corno d’Africa in milioni soffrono la fame e la denutrizione derivante da una minore resa dei raccolti e dalla strage che la mancanza d’acqua fa tra il bestiame. Nel solo Kenya sono stati decimati almeno un milione e mezzo di vacche.

di: Caterina MAGGI

FOTO: EPA/DANIEL IRUNGU