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I dati sulle polveri sottili nell’aria destano preoccupazione e l’Oms mette in guardia sui seri rischi per la salute

Si riaccende l’allerta inquinamento a Nuova Delhi, capitale dell’India. Con il ritorno della stagione fredda, infatti, la città è stata nuovamente invasa dalla nebbia gialla e tossica che già lo scorso anno aveva causato numerosi problemi.

Le autorità hanno stabilito la chiusura delle scuole a partire dal prossimo 5 novembre. Una misura che potrebbe servire a ben poco.

Secondo le rilevazioni, infatti, nell’aria sono presenti 588 parti per milione di polveri sottili per metro cubo, 40 volte il limite consentito e suggerito dall’Organizzazione mondiale della Sanità. Il dato riguarda le PM2.5, polveri sottili con particelle talmente piccole da riuscire a penetrare nel sangue.

«Non ci si sveglia mai in forma quando c’è un inquinamento del genere. Si sente il corpo affaticato e addormentato al mattino. Gli occhi lacrimano di continuo e la gola si irrita col passare delle ore», racconta un poliziotto all’agenzia Afp. Oltre il limite dell’Oms, infatti, i rischi per la salute aumentano sempre di più, moltiplicandosi.

Secondo la pubblicazione scientifica Lancet, nel 2019 l’inquinamento ha causato la morte prematura di 1,67 milioni di persone in India, 17.500 solo nella capitale. Numeri che richiedono un intervento urgente e forte.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/RAJAT GUPTA