SHUTTERSTOCK

Una 29enne è stata costretta a fuggire a causa delle minacce della famiglia. Una 15enne sarebbe stata segregata in casa dopo l’annullamento del matrimonio

Il tribunale civile di Modena ha annullato il matrimonio combinato tra una donna di 29 anni, italiana di origini indiane, e un 32enne indiano, residente in India, La 29enne sarebbe stata costretta a fuggire in seguito alle minacce della famiglia, soprattutto del padre.

Le nozze erano state celebrate in India e trascritte nel registro di Stato civile del Comune italiano.

La donna, che ha denunciato il padre in sede penale, ha registrato con audio e video le conversazioni che mostrano la pianificazione del matrimonio e le minacce.

Salta il matrimonio: chiude in casa la figlia e la picchia

Ad Ancona un 48enne di origine pakistane è finito a processo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e sequestro di persona. L’uomo avrebbe portato in Italia la figlia dopo un matrimonio saltato in Pakistan e l’avrebbe tenuta in segregata in casa per due anni, minacciandola e picchiandola.

La figlia, 15 anni, avrebbe dovuto sposare un giovane ma quest’ultimo avrebbe cambiato idea. Secondo le accuse, il genitore non l’avrebbe iscritta a scuola, né le avrebbe permesso di imparare la lingua italiana, imponendole di frequentare solo donne adulte sue connazionali. Le avrebbe, inoltre, fatto pesare l’annullamento delle nozze insultandola e picchiandola, aggredendola con le mani al collo: la giovane avrebbe ricevuto pugni dietro la schiena e schiaffi.

Nel novembre del 2021 l’adolescente è riuscita ad uscire di casa da sola e ha sporto denuncia ai carabinieri. Il collegio del tribunale, presieduto da Edi Ragaglia, ha condannato il 48enne a due anni di carcere per maltrattamenti (il sequestro è stato assorbito da questo reato). L’uomo ha sempre negato le accuse, sostenendo di essere stato un genitore “severo ma non violento”.

di: Francesca LASI

FOTO: SHUTTERSTOCK