ANSA/ EPA/HANNIBAL HANSCHKE

Zelensky mette in guardia: far saltare la diga di Kakhovka significa dichiarare guerra al mondo

Sembra essere arrivata una svolta nella guerra in Ucraina. Mosca ha ordinato il ritiro delle truppe da Kherson e l’esercito sta scavando nuove trincee e riaprendo quelle vecchie nel nord della Crimea, secondo quanto dimostrano le immagini condivise su Twitter. I soldati battenti bandiera russa si stanno spostando sulla sponda sinistra del Dnepr: per coprire la ritirata sono stati fatti saltare in aria cinque ponti.

Scetticismo però dall’Ucraina. Il consigliere del presidente ucraino Mykhailo Podolyak ha avvertito tramite un tweet che la Russia sta “minando Kherson per trasformarla in una città di morte”.

Secondo gli Stati Uniti il conteggio dei caduti o feriti in guerra è significativo da ambo le parti: la Russia pare abbia avuto almeno 100 mila soldati uccisi o feriti da inizio conflitto.

Il presidente Volodymyr Zelensky, citato da Kyiv Independent, afferma intanto che qualsiasi tentativo delle forze russe di far saltare in aria la diga della centrale idroelettrica di Kakhovka, inondando il territorio ucraino e prosciugando la centrale nucleare di Zaporizhzhia, indicherebbero una dichiarazione di guerra “al mondo intero”. La mossa potrebbe servire ai russi per “impedire alle forze ucraine di inseguire le forze russe in profondità nell’oblast di Kherson“.

Kiev: “ritiro russo risultato della nostra offensiva”

Intanto da Kiev lo Stato maggiore delle Forze armate non conferma né smentisce il ritiro delle truppe ma il vice capo della direzione operativa principale, il generale di brigata Alexei Gromov, citato da Ukrainska Pravda, afferma che “il risultato è frutto della nostra offensiva”.

«Proprio come il nemico ha lasciato Kiev, ha lasciato l’Isola dei Serpenti, la probabile uscita da Kherson è il risultato delle nostre azioni attive – dichiara. – Direttamente nella direzione di Kherson, le forze di difesa ucraine hanno distrutto le rotte logistiche e il sistema di rifornimento del nemico, violando il suo sistema di comando e controllo. Pertanto, non hanno lasciato al nemico altra scelta che ricorrere alla fuga. Ma al momento non possiamo confermare le informazioni sul cosiddetto ritiro delle truppe russe da Kherson. Continuiamo a condurre l’operazione offensiva secondo il nostro piano».

Bergoglio: “mettersi dove il conflitto ha luogo”

Papa Francesco lancia un nuovo messaggio di pace. «I ponti si costruiscono a partire dalla preghiera di intercessione: giorno per giorno, bussando con insistenza al cuore di Cristo, si gettano la basi perché due sponde distanti e nemiche possano tornare a comunicare – ha detto ricevendo in udienza il Collegio Nepomuceno. – Voglio ricordare una meditazione del cardinale Martini, intitolata “Un grido di intercessione”, pronunciata nel gennaio 1991, al tempo della guerra del Golfo. Oggi, mentre infuria la guerra in Ucraina, quell’omelia è di grande attualità. “Intercessione vuol dire mettersi là dove il conflitto ha luogo, tra le due parti in conflitto. È il gesto di Gesù Cristo sulla croce”. E qui tocchiamo il punto centrale: è Gesù Cristo il ponte ed è Lui il pontefice. È Lui la nostra pace, è Lui che ha abbattuto e abbatte i muri dell’inimicizia. Ed è a Lui che noi dobbiamo sempre orientare e attirare le persone, le famiglie, le comunità», ha concluso.

Putin: “ufficiali di polizia agiscono con coraggio”

Mentre le truppe si ritirano il presidente russo Vladimir Putin si congratula con gli operatori di polizia, mentre viene nominato un ufficiale del Ministero degli Interni russo. «So come agiscono con coraggio, audacia e determinazione gli ufficiali del Ministero dell’Interno durante le operazioni militari speciali – ha detto. – Gli ufficiali fermano le provocazioni e i sabotaggi, garantiscono l’ordine pubblico nelle repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk, nelle regioni di Zaporizhzhia e Kherson».

Usa, niente droni a Kiev

Il Wall Street Journal ha scritto che gli Stati Uniti non forniranno droni all’Ucraina per evitare un’escalation con la Russia. Secondo le fonti del quotidiano, il Pentagono ha rifiutato la richiesta sulla base della preoccupazione che la fornitura dei droni Grey Eagle MQ-1C potrebbe aggravare il conflitto e segnalare a Mosca che gli Usa stiano fornendo armi che potrebbero prendere di mira posizioni all’interno della Russia.

Sforzi diplomatici

La decisione di abbandonare Kherson è stata giudicata positivamente dalla Turchia. Il presidente Erdogan in conferenza stampa ad Ankara ha dichiarato che si tratta di “un passo molto positivo”: «i nostri sforzi per la mediazione vanno avanti ma non possiamo dare una data specifica riguardo a quando potrebbe iniziare un negoziato tra Mosca e Kiev».

La Russia fa sapere di essere pronta a discutere con l’Ue le modalità di uscita dalla crisi, ma specifica che ogni proposta deve avere un valore aggiunto per Mosca.

Meloni incontra Stoltenberg a Palazzo Chigi

Anche l’Italia fa la sua parte. Questa mattina, 10 novembre, la premier Meloni riceverà a Palazzo Chigi il segretario generale della Nato Stoltenberg e della crisi ucraina parleranno anche all’Aja il capo dello Stato Sergio Mattarella e il premier olandese Rutte.

Stoltenberg ha commentato la nuova situazione sul territorio ucraino dichiarando che la Russia “ha perso l’iniziativa militare in Ucraina: è stata costretta a cedere territorio, ma ha ancora forze e la capacità per colpire“. E ha aggiunto che Putin “ha commesso errori enormi quando ha invaso l’Ucraina, errori strategici. Il primo è stato sottovalutare gli ucraini: il loro coraggio; l’altro che ha commesso è stato quello di sottovalutare gli alleati Nato e la nostra capacità di sostenere l’Ucraina”.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/ EPA/HANNIBAL HANSCHKE