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Il capo missione Gil è preoccupato per le condizioni di salute di alcuni migranti che hanno avuto attacchi di panico

Gli equipaggi delle navi Humanity 1 e Geo Barents, dopo aver fatto sbarcare i migranti considerati “fragili”, si rifiutano di ripartire con a bordo le altre persone impossibilitate a scendere.

«A bordo la situazione è molto tesa, le persone non capiscono perché gli altri sono sbarcati e loro no – ha dichiarato il capo missione Juan Matias Gil – abbiamo chiesto una rivalutazione delle persone a bordo perché alcune hanno avuto attacchi di panico e nessuno ha avuto valutazioni psicologiche».Gil ha aggiunto che valuterà le prossime mosse con gli avvocati.

Nel tardo pomeriggio si è appreso che una terza nave, la Rise Above, con 89 persone a bordo, si sta dirigendo verso Reggio Calabria. In serata è stato reso noto che tutte le persone a bordo sbarcheranno nella città. Ancora senza un porto la Ocean Viking, con 234 persone salvate, 17 delle quali avrebbero bisogno di cure mediche.

Secondo l’ong Sos Méditerranée la situazione sulle imbarcazioni è “esplosiva”: alcune persone, dopo 20 giorni, “manifestano l’intenzione di buttarsi in mare”.

«Incidenti gravi possono verificarsi in qualsiasi momento tra i sopravvissuti o nei confronti dell’equipaggio» ha aggiunto l’ong.

Nel frattempo circa 500 migranti sono stati salvati in un’operazione di ricerca e soccorso gestita dall’Italia. Oltre 250 persone sono state portate dalle motovedette ad Augusta e stanno sbarcando, mentre altri 220 circa, soprattutto donne e minori, saranno trasferiti a Pozzallo. 

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/ORIETTA SCARDINO