Un terzo dei 18.600 ghiacciai studiati sarebbe destinato a scomparire entro il 2050. Azoulay: “è una chiamata all’azione”

Entro il 2050 la Terra e l’umanità potrebbero dover dire addio ai ghiacciai di molti siti Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, tra cui Yellowstone e il Parco Nazionale del Kilimangiaro.

A lanciare l’allarme è l’agenzia delle Nazioni Unite, in vista del vertice sul clima COP27 che inizierà lunedì in Egitto.

Secondo uno studio condotto su 18.600 ghiacciai in 50 siti Patrimonio dell’Umanità, pari a circa 66.000 chilometri quadrati, un terzo dei siti sarebbero “condannati a scomparire” a causa della perdita di 58 miliardi di tonnellate di ghiaccio all’anno che, a suo volta, è causa al 5% dell’innalzamento del livello del mare globale.

«I ghiacciai di un terzo dei 50 siti del Patrimonio mondiale sono condannati a scomparire entro il 2050, indipendentemente dagli sforzi per limitare l’aumento della temperatura. Lo studio dimostra che questi ghiacciai si stanno ritirando a un ritmo accelerato dal 2000 a causa delle emissioni di CO2, che stanno riscaldando le temperature», spiega l’Unesco.

Lo studio è stato commentato dalla direttrice dell’Unesco, Audrey Azoulay: «è ancora possibile salvare i ghiacciai nei restanti due terzi dei siti se l’aumento delle temperature non supera 1,5 C rispetto al periodo preindustriale – dice, sottolineando l’impegno preso dai Paesi per contenere il riscaldamento globale. – Questo rapporto è una chiamata all’azione».

Si tratta solo dell’ennesimo allarme lanciato da agenzie, studi e ambientalisti, una richiesta di aiuto a cui solo i leader mondiali possono e devono, ancora una volta, rispondere.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: SHUTTERSTOCK