L’azienda toscana si occupa di fornire induttori di calore

Ait, grazie alla competenza maturata nel corso degli anni, è leader nella produzione delle macchine dedicate all’induzione. A raccontarci come l’azienda è unica nel panorama italiano è l’Amministratore delegato, Gianluca Simonini.

Da commerciali a rivenditori, per poi diventare completamente autonomi e unici nel mondo dell’induzione: com’è stata possibile questa evoluzione e quali sono stati i passi fondamentali di Ait?

«Ait è nata nel 2004 inizialmente come realtà commerciale, importando prodotti dall’estero destinati alle autocarrozzerie, sia come elementi di consumo che di piccoli beni strumentali. Durante questo percorso, abbiamo scoperto una macchina ad induzione di calore realizzata da un imprenditore americano che abbiamo deciso di inserire nella nostra gamma. Tra tutti i nostri prodotti, ci siamo accorti che la macchina poteva essere un buon punto di partenza dal quale costruire un futuro, abbandonando definitivamente l’indirizzo commerciale che era limitativo e debole, sia per fattori di liquidità che di flusso merci. E così, dopo poco tempo, durante la crisi del 2008 abbiamo deciso di investire nuovamente e produrre una nostra macchina ad induzione destinata al mercato dell’autocarrozzeria. Nel 2010 usciamo con il nostro primo prototipo, presentato alla fiera di Bologna a maggio 2011. Da lì è iniziato il nostro successo, che ci ha portato a realizzare, nel corso del tempo, altri prodotti legati alla sfera dell’induzione destinata all’aftermarket dell’automotive. Attualmente ci rivolgiamo alle officine, ai gommisti, ai riparatori di veicoli industriali e movimento terra, mentre solo recentemente anche alle piccole industrie, quali aziende metalmeccaniche e carpenterie, ma vendendo sempre tramite rivenditori e mai rivolgendoci direttamente al cliente finale, che comunque rimane un riferimento per comprendere l’andamento del mercato».

Quali sono i vantaggi dell’induzione e perché un cliente dovrebbe scegliere le vostre macchine e i vostri servizi rispetto a quelli offerti dagli altri competitor?

«I vantaggi dell’induzione, in particolare rispetto all’impiego della fiamma ossidrica, sono diversi: in primis, in termini di sicurezza, le macchine sono completamente affidabili rispetto ad una fiamma libera, che è decisamente più pericolosa in riferimento all’impiego del gas e al campo di riscaldamento. Secondariamente, il tempo di lavoro: con i nostri modelli, questo è notevolmente ridotto, grazie alle macchine che riscaldano più velocemente un determinato oggetto rispetto alla fiamma ossidrica. Noi siamo unici nel panorama grazie al nostro parco prodotti che è certamente il più ampio: basta prendere i cataloghi e non troverete da nessun’altra parte 6 famiglie di prodotti e 25 modelli di macchine diverse in grado di soddisfare tutte le esigenze del cliente. Inoltre, la nostra linea HDI, che rappresenta il 60% del nostro fatturato, è dotata di un sistema con pannelli di controllo che consentono di ottenere i dati relativi al tempo di lavoro, agli eventuali default e ai consumi impiegati, anche in remoto per mezzo della connessione wi-fi di cui sono dotate le macchine. Infine, un altro nostro vantaggio è che offriamo una serie di accessori custom: ciò significa dedicare tempo e risorse, ma anche conquistare il cliente soddisfacendo le sue richieste».

Nonostante il periodo che stiamo attraversando, bisogna avere un occhio rivolto verso il futuro: come sarà Ait?

«Attualmente stiamo sviluppando una piattaforma web capace di fornire, da remoto, assistenza ordinaria e straordinaria, semplicemente collegando la macchina, tramite Wi-fi o cavo Ethernet, alla piattaforma che, in via diagnostica, analizza e ottiene i dati utili al supporto a distanza».

Ait sta investendo nel settore delle riparazioni delle plastiche delle autovetture con sistemi moderni e avanzati, garantendo un prodotto finito dagli standard estremamente elevati e completamente Made in Italy.