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Oggi 156 milioni di cittadini sono chiamati alle urne per porre fine a una delle tornate elettorali più violente e infiammate della storia del Paese

È arrivato il grande giorno per il Brasile che oggi chiama alle urne 156 milioni di persone per eleggere il nuovo presidente che, comunque vada, non sarà un volto nuovo. A contendersi l’esito del voto sono il capo di Stato uscente di estrema destra Jair Bolsonaro e l’ex presidente di sinistra Luiz Inacio Lula da Silva.

«Mi aspetto la vittoria, per il bene del Brasile – commenta Bolsonaro dal suo seggio elettorale nella zona ovest di Rio de Janeiro. – Se Dio vuole, saremo vittoriosi questo pomeriggio, o meglio, il Brasile vincerà questo pomeriggio».

«Questo è il giorno più importante della mia vita, e penso sia un giorno molto importante per il popolo brasiliano» è il commento post-voto di Lula, uscito dal suo seggio a San Bernardo do Campo, nello Stato di San Paolo.

I seggi sono aperti dalle 12 (ora italiana) e dovrebbero favorire Lula, almeno secondo gli ultimi sondaggi che davano l’ex presidente al 53% contro il 47% di Bolsonaro. La situazione è comunque ancora incerta, anche e soprattutto per i molti indecisi il cui peso potrebbe ribaltare le carte in tavola.

Nella tornata precedente gli stessi sondaggi davano per certa la vittoria di Lula con ben 14 punti di scarto, che nella realtà si sono rivelati essere molto inferiori (48% dei socialisti contro 43% dei cattolici nazionalisti).

Il duello elettorale ha raggiunto nei giorni scorsi toni tesissimi, non di rado degenerati in episodi di violenza, culminati ieri con l’uccisione di un dirigente locale di Jandira del partito di Lula, freddato da un comando di sicari. L’estrema polarizzazione ideologica del dibattito ha quasi normalizzato l’uso delle armi, come confermato anche dalle immagini shock che ritraggono la deputata federale bolsonarista Carla Zambelli inseguire un uomo con una pistola per uno dei quartieri più ricchi di San Paolo.

La deputata ha dichiarato di essere stata aggredita e, in un video diffuso sui social, entra in un locale puntando l’arma contro l’uomo che le chiede: «perché mi vuoi uccidere?».

Secondo la ricostruzione di un giornalista testimone “il giovane in fuga stava urlando quando si è sentito uno sparo. L’uomo era a corto di fiato ed ha chiesto aiuto entrando nel bar“.

Una sentenza della Corte elettorale superiore brasiliana ha vietato a settembre e nelle 24 ore precedenti e successive alle elezioni il porto di armi da parte di collezionisti, tiratori e cacciatori.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/FERNANDO VILLAR