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Nella città irachena sono state scoperte sculture murali di 2.700 anni fa

Un miracolo archeologico nella città irachena di Mosul, passata anche sotto le mani dell’esercito articida di Isis. Sono state infatti scoperte da un team di archeologi sculture murali risalenti a oltre 2.700 anni fa, nel periodo cioè dell’Impero assiro, durante il regno del re Sennacherib (705 al 681 a.C.). I “murales” raffigurano scene di guerra e alberi, disegni decorativi e scritti. La straordinaria scoperta è avvenuta la scorsa settimana, quando il team di esperti stava compiendo dei sopraluoghi per ripristinare il sito dell’antica Porta Mashki, demolita proprio dai terroristi dell’Isis nel 2016, quando ha scoperto le sculture murali.

L’Iraq, anticamente epicentro della Mezzaluna fertile chiamata Mesopotamia, ha ospitato alcune delle prime civiltà del mondo, tra le più progredite sia per tecnologia sia per organizzazione sociale. Questo crocevia tra i due fiumi Tigri ed Eufrate ha dato i natali ad esempio alla società babilonese il cui codice di leggi, detto codice di Hammurabi dal sovrano che lo promulgò circa 1800 anni prima di Cristo, è considerato il primo testo di giurisprudenza scritta ad oggi conosciuto; un altro popolo che qui risiedeva, i Sumeri, è considerato l’inventore dei primi caratteri scritti del mondo occidentale. Questo comporta una straordinaria ricchezza archeologica e culturale dell’Iraq, accumulata in secoli di incontri e conquiste tra popoli e purtroppo danneggiata dalla recente apparizione del terrorismo islamista del Califfato. Migliaia di siti archeologici sono infatti sparsi in tutto il Paese.

di: Caterina MAGGI

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