Il 31enne Omar Alberbaisy Raeda sarebbe stato ritenuto responsabile degli attentati agli uffici israeliani a Gaza del 2021

Un esponente palestinese di Hamas rapito il mese scorso a Kuala Lumpur da una cellula composta da almeno 11 cittadini malaysiani apparentemente collegati al Mossad, i servizi di intelligence israeliani, è stato liberato dai servizi segreti locali.

A riportare la notizia è al-Jazira. Hamas ha subito espresso la sua contentezza tramite il portavoce Fawzi Barhum che ha definito la cellula “una banda di sionisti che hanno infranto la sovranità della Malaysia e che hanno di nuovo messo a repentaglio la sua sicurezza nazionale“, mentre dal Mossad non sono giunte reazioni.

La vittima del rapimento sarebbe il 31enne Omar Alberbaisy Raeda, un esperto informatico sospettato dalle autorità israeliane come possibile complice delle brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato di Hamas specializzato nella guerra elettronica contro Israele. L’uomo sarebbe stato rapito lo scorso 29 settembre all’uscita di un ristorante e sottoposto a interrogatorio perché ritenuto collegato ai bombardamenti degli uffici israeliani a Gaza durante il conflitto del 2021. Insieme al lui c’era un compagno, “uno dei giovani attivi in Malesia” come ha spiegato un altro dirigente di Hamas, Abdel Rahman a-Shadid, che è riuscito a fuggire e allertare i servizi segreti malesiani.

Il caso si ricollega alla morte dell’ingegnere palestinese 35enne Fadi al-Batsh, ritenuto vicino ad Hamas, assassinato da due attentatori a Kuala Lumpur mentre usciva da una moschea.

di: Alessia MALCAUS

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