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La dirigente scolastica avrebbe compiuto mobbing su un collaboratore scolastico

“Io sono Gerardo”, un messaggio che si legge su post it, cartelloni, come hashtag sui social. Gerardo è il nome di un collaboratore scolastico di 66 anni, nella scuola da 32, del liceo Arnaldo di Brescia, a cui la preside dell’istituto avrebbe ordinato di adempiere a mansioni extrascolastiche, alcune di carattere strettamente personali della direttrice stessa. «Il 14 settembre — ha raccontato il legale dell’uomo al Corriere della Sera la preside, minacciando richiami ufficiali, gli ha chiesto di svolgere alcune mansioni a scuola. Visto il modo di fare, da quel momento Gerardo si è sentito in soggezione».

Un andazzo proseguito fino a ottobre, quando la preside gli ha imposto di pulire i vetri della sua auto minacciando in caso contrario un richiamo ufficiale. In sostegno del bidello sono intervenuti gli alunni e i professori, che hanno organizzato giorni di manifestazioni e agitazioni culminati con un’assemblea che, nei piani, doveva servire ad appianare i dissapori tra la dirigente e le altre anime del liceo. Secondo le ricostruzioni degli studenti però non solo la preside si sarebbe chiusa al dialogo, ma avrebbe anche strattonato un alunno convocandolo in presidenza e convocando in seguito i genitori. Ora il caso è arrivato sul tavolo del Consiglio d’Istituto, mentre 57 docenti su 70 denunciano un clima intimidatorio e anti sindacale creato dalla preside nella scuola.

di: Caterina MAGGI

FOTO: ANSA/FILIPPO VENEZIA