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Il 38enne Baris Bayun era stato arrestato dalla polizia a Rimini in quanto esponente della criminalità organizzata turca, ma sosteneva di essere un perseguitato politico curdo

Era stato arrestato il 3 agosto dalla polizia italiana a Rimini in quanto esponente della criminalità organizzata turca, ma sosteneva di essere un perseguitato politico curdo.

L’avventura di Baris Bayun è finita con una scarcerazione. Il 38enne era ritenuto dalla Turchia un boss della criminalità organizzata locale, accusato di omicidio, associazione a delinquere e altri gravi reati, mentre la Corte di appello di Bologna ha riconosciuto a Bayun lo status di perseguitato politico alla luce del permesso di soggiorno provvisorio rilasciato dalla Questura di Ferrara dopo la domanda di protezione.

La Turchia aveva richiesto l’estradizione e in attesa di una decisione definitiva a Bayun era stato imposto l’obbligo di di dimora nel Comune di Crotone (dove un amico si è offerto di ospitarlo). Il 38enne ha negato il consenso all’estradizione spiegando di essere perseguitato per il fatto di essere curdo, aderente all’islam e iscritto al partito Hdp che si oppone al partito di governo.

L’avvocato che ha deciso di difenderlo, Antonio Buondonno, ha depositato la documentazione di Amnesty e Human Right Watch illustrando anche le aggressioni subita da Bayun e dalla sua famiglia, mentre non è mai arrivata la documentazione aggiuntiva richiesta alla Turchia.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/MATTEO BAZZI